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La ricostruzione ci dirà che idea di Paese abbiamo, puntare su coesione comunità e rilancio produttivo

24 agosto 2017 

“Ad un anno dal terremoto nell'Italia centrale, e all’indomani delle scosse di Ischia, serve la piena consapevolezza che sarà il modo in cui ricostruiremo le zone colpite dal sisma in centro Italia a dirci che idea di Paese abbiamo. Il sisma , al di là di tragedie ed emergenza, può essere anche opportunità di cambiamento per il territorio,  ma serve progettualità e visione. Occorre tenere insieme con un’idea di futuro le comunità e il tessuto produttivo. 
L’area colpita  è una zona particolarmente ricca di beni culturali, il loro ripristino può essere un volano per far ripartire l’economia di queste comunità con uno sguardo rivolto al futuro. E’ di grande importanza che, per 10 anni,  la quota dei beni culturali dell' 8x1000 dello Stato sarà destinata al ripristino del patrimonio storico artistico danneggiato dal sisma; una misura per cui mi sono battuto a lungo.
Un contributo importante anche in termini di prevenzione può arrivare, per tutto il Paese,   dal sismabonus che prevede fino all’85% di credito di imposta per i lavori di messa in sicurezza degli edifici. Una misura che si affianca a credito di imposta per ristrutturazioni ed ecobonus che nel
2016, secondo un recente rapporto di Symbola e Cresme, hanno generato 28,2 miliardi di euro di investimenti e 419mila posti di lavoro tra diretti e indotto. Contribuendo ad una nuova edilizia di qualità".
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, a un anno dal terremoto del Centro Italia.

Pubblicato il 24/8/2017 alle 9.6 nella rubrica Comunicati Stampa.

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