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Un'Italia che fa l'Italia con la cultura mangia e alimenta il suo soft power, il rapporto Io Sono Cultura di Symbola e Unioncamere

Cultura e creatività sono la chiave di volta in tutti i settori produttivi di un’Italia che fa l’Italia. Consolidano la missione del nostro Paese orientata alla qualità e all'innovazione: un soft power che attraversa prodotti e territori, un prezioso biglietto da visita. Una forma di diplomazia economica, nel quadro di quella si sta configurando come la nuova Via della seta tra Oriente e Occidente. Un’infrastruttura necessaria anche per affrontare le sfide che abbiamo davanti: uno sviluppo a misura d’uomo, le migrazioni, la lotta al terrorismo, i mutamenti climatici.
Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera 89,9 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell'insieme 250 miliardi. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull'occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (quasi 22.000 unità in più del 2015), che rappresentano il 6% del totale degli occupati in Italia.
È quanto emerge dal Rapporto 2017 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, presentato oggi a Roma con il Ministro Franceschini, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.
Dall'analisi si vede con chiarezza quanto il ‘sistema Italia’ debba a cultura e creatività: il 6% della ricchezza prodotta in Italia, nel 2016, pari agli 89,9 miliardi di euro. Ma non finisce qui: perché il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) ha un effetto moltiplicatore sul resto dell'economia pari a 1,8. In altre parole, per ogni euro prodotto se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160, per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale; col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano. Più di un terzo della spesa turistica nazionale, esattamente il 37,9%, è attivata proprio dalla cultura e dalla creatività. 
In questo quadro è di grande rilevanza che, per i prossimi 10 anni, l’intera quota dedicata alla conservazione dei beni culturali dell’8 per mille destinato allo Stato sarà utilizzata per interventi di ricostruzione e restauro del patrimonio culturale nelle aree colpite dai terremoti del Centro Italia. Un contributo per la coesione delle comunità, per l’identità del Paese e per il rilancio del’economia.
L’ Italia che fa l’Italia mangia con la cultura, alimenta il suo softpower e punta su Made in Italy, innovazione e bellezza. Per maggiori info www.symbola.net

Pubblicato il 28/6/2017 alle 15.36 nella rubrica Comunicati Stampa.

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