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Design Economy motore del Made in Italy che guarda al futuro

Il design si è dimostrato in questi ultimi anni come una delle più solide strategie anticrisi: le oltre 175mila imprese europee di design hanno prodotto nel 2015 una ricchezza di circa 26 miliardi di euro, il 49,4% in più del 2010. Una percentuale che rende il design il quinto settore per crescita a livello europeo e ne testimonia la grande dinamicità.

Tra queste imprese, molte parlano italiano, perché il design è il marchio di fabbrica del made in Italy. Per analizzarne successi e potenzialità è nato il rapporto ‘Design Economy’ realizzato da Fondazione Symbola, presentato oggi al Salone del Mobile di Milano.

Il rapporto ci spiega come nostro Paese mantiene un ruolo di leadership nel design. A cominciare dal numero di imprese attive: 29 mila, meno delle 34mila francesi, ma più delle 23mila tedesche, delle 21mila inglesi, delle 5mila spagnole. Con 4,4 miliardi di euro di fatturato del design (poco meno dello 0,3% del Pil nazionale) l’Italia è seconda tra le grandi economie europee dopo la Gran Bretagna (8,8 miliardi), davanti a Germania (3,6), Francia (1,9) e Spagna (1,0). In Europa, quasi un addetto nel design su cinque (17,4%) è italiano.

Il design non è legato solo all’estetica ma anche alla capacità di risolvere problemi complicati, che vale oro nella complessità contemporanea: dall’ideazione di nuovi prodotti all’individuazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati. Ieri come oggi il design è l’infrastruttura immateriale del made in Italy, e non è un caso se le imprese di design prosperano lì dove ci sono le Pmi che fanno il made in Italy. Il design oggi assume e veicola nei prodotti anche i dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità. Non a caso il settore italiano del legno-arredo è primo in Europa per efficienza energetica, riduzione delle emissioni e investimenti in ricerca e sviluppo.

E’ questa l’Italia che fa l’Italia e che affronta a testa alta le sfide del futuro

Pubblicato il 7/4/2017 alle 11.41 nella rubrica Comunicati Stampa.

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