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La riforma dei Parchi per un'Italia più Green

La Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera ha varato dopo un approfondito esame la legge di riforma dei Parchi, di cui è relatore il collega Enrico Borghi. L’approdo in Aula è previsto il 27 marzo. Nel passaggio in Commissione sono stati rafforzati l’impianto originario della legge 394/91 e il ruolo delle Aree protette anche rispetto al testo varato al Senato.
Tra i punti qualificanti c'è la reintroduzione del piano triennale, uno strumento di programmazione nazionale per tutto il sistema, con priorità nei finanziamenti per le aree protette regionali e marine. Per garantire maggiore trasparenza arrivano la selezione pubblica per la nomina dei direttori dei Parchi Nazionali e requisiti più rigorosi per la scelta dei presidenti. È inoltre previsto che il ministero dell’Ambiente emani linee guida per la nomina dei direttori delle Aree Marine Protette. Entrano nei consigli direttivi degli enti parco nazionali un rappresentate delle associazioni scientifiche e uno degli agricoltori o dei pescatori per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità, che così si affiancano a quello delle associazioni ambientaliste. Per la prima volta negli organi direttivi deve essere ‘tenuta in considerazione la rappresentanza di genere’, visto che nei 23 Parchi nazionali oggi solo un presidente e due direttori sono donne e su ben 230 membri dei consigli direttivi solo 14 sono donne, appena il 6%.
Si individuano anche modalità per la tutela della biodiversità e per la gestione della fauna maggiormente rispondenti alla direttive comunitarie, prevedendo un importante ruolo di valutazione da parte dell’Ispra. Viene introdotto il divieto di trivellazioni nei parchi e nelle aree contigue. Proibita nei parchi anche la pratica dell’eliski, mentre dovranno essere disciplinate dal regolamento dell’ente il sorvolo di velivoli e droni e le esercitazioni militari. Su tutto il territorio nazionale è inoltre vietato l’allevamento di cinghiali al fine del ripopolamento.
Una delle novità più rilevanti confermate dall’esame della Commissione riguarda i piani dei Parchi Nazionali che vengono sottoposti a Valutazione ambientale strategica, facendo entrare così nel procedimento i ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali rispetto al testo originale della legge 394/91 che prevedeva la sola approvazione della Regione. I parchi avranno inoltre la facoltà di concedere a pagamento il proprio marchio, ad esempio per i prodotti tipici locali che soddisfino anche i requisiti qualità e di sostenibilità ambientale, e di disporre dei beni demaniali. Gli Enti gestori delle aree protette sono inclusi nell’elenco dei soggetti beneficiari del 5x1000. Per promuove la sinergia operativa tra Comitato nazionale delle aree protette, Comitato paritetico per la biodiversità e Comitato per il Capitale naturale e per far conoscere attività effettuate e risultati conseguiti il ministro dell’Ambiente convoca entro il gennaio 2019 e successivamente ogni tre anni la Conferenza nazionale La Natura dell'Italia. L’obiettivo della riforma è rendere i Pachi protagonisti dello sviluppo del Paese coniugando la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con la buona economia.

Pubblicato il 15/3/2017 alle 15.30 nella rubrica Comunicati Stampa.

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