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Finanziati progetti solo per 3,5 milioni sui 50 stanziati per la mobilità elettrica

Roma, 26 gennaio 2017


 Il Ministero delle Infrastrutture ha confermato in risposta alla mia interrogazione in Commissione Ambiente il grave ritardo nella distribuzione delle risorse stanziate dallo Stato per lo sviluppo della mobilità elettrica. Relativamente agli stanziamenti, finora sono state approvate convenzioni per progetti di realizzazione dei punti di ricarica che ammontano a poco più di 3,5 milioni di euro. Molto meno del 10% dei 50 milioni stanziati tra il 2013 e il 2015. Ancora meno le risorse erogate.  
Lo scarso utilizzo dei mezzi elettrici in Italia è  dovuto anche all’inadeguatezza dell’infrastruttura di ricarica. E ad oggi nel Paese ci sono: 1700 punti di ricarica pubblici tipo lento-accelerato e altri 700 verranno installati nel corso dell’anno, 10 punti fast, 300 punti lenti per veicoli leggeri, 48 per Tesla e circa 2000 punti di ricarica in aree private con accesso aperto al pubblico. Firenze, a quota 250, è la città con il maggior numero di punti di ricarica.
Il Ministero delle Infrastrutture si è impegnato a semplificare le procedure, a fronte dei problemi emersi.
Promuovere l'uso di veicoli elettrici e più in generale una mobilità sostenibile è strategico per ridurre le emissioni inquinanti. Come testimoniano diversi studi scientifici e articoli di stampa, i  veicoli elettrici, soprattutto se alimentati con energia da fonti rinnovabili, possono diminuire significativamente le emissioni di CO2 dovute al trasporto su gomma e l’inquinamento delle città. Puntare sulla sostenibilità e sull’efficienza, nella mobilità come negli altri settori, è anche la strada del futuro".
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del MIT alla sua interrogazione in Commissione sulla mobilità elettrica.

Pubblicato il 26/1/2017 alle 16.11 nella rubrica Comunicati Stampa.

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