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Allarme nucleare Francia, referendum 2011 ha salvato Enel e futuro

“L’allarme lanciato dall’Autorità sulla sicurezza nucleare di Parigi con 12 reattori fermi per controlli in Francia conferma ancora una volta la lungimiranza degli italiani, che con il referendum del giugno 2011 hanno bloccato il ritorno del nucleare in Italia, evitando ancora una volta che il Paese prendesse una strada vecchia, insicura, sbagliata e antieconomica.

Anche l’Enel fortunatamente non zavorrata dal nucleare ha potuto scegliere il futuro, rinunciando al carbone a Porto Tolle, annunciando la chiusura di altre 22 centrali, le più vecchie, costose e inquinanti, e intraprendendo la strada del risparmio energetico, dell’innovazione, delle rinnovabili. Se oggi fosse impegnata nella costruzione di nuove centrali nucleari nel Paese correrebbe il rischio di essere una bad company. Il futuro del settore energetico non è infatti legato all’atomo, ma al risparmio energetico, all’efficienza, alle fonti rinnovabili, all’innovazione e alla ricerca. Tornando alla sicurezza del nucleare francese auspico che l’Unione Europea e il ministro dell'Ambiente Galletti ci dicano qual è la situazione e se gli italiani possono dormire sonni tranquilli”

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l’allarme lanciato dall'Authority francese sulla sicurezza nucleare.

Pubblicato il 24/11/2016 alle 15.11 nella rubrica Comunicati Stampa.

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