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Ecoreati, Cassazione conferma l'importanza della legge

“Un’altra conferma dell’importanza della legge sugli ecoreati è arrivata ieri con la prima sentenza della Corte di Cassazione sulla legge, che ha fornito una prima interpretazione sul nuovo reato di “inquinamento ambientale”. Un’ulteriore dimostrazione che la legge sugli ecoreati sta funzionando bene e sta dando i primi frutti: a meno di un anno dalla sua approvazione era già stata attivata oltre mille volte, dimostrandosi uno strumento efficace contro l’ecomafia, a tutela di legalità, ambiente, salute e buona economia.

Questa legge fondamentale per il paese è stata approvata a larga maggioranza il 19 maggio 2015, da un testo unificato nato a partire da una mia proposta (A.C. 342) a cui si sono aggiunte quelle analoghe dei colleghi Micillo (M5S - AC 957) e Pellegrino (Sel - AC 1814). La legge sugli ecoreati prevede tra l’altro un innalzamento delle pene con il raddoppio dei tempi di prescrizione e una prescrizione legata alla durata degli effetti dell’inquinamento, l’introduzione nel nostro codice penale dei reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale e traffico di materiale radioattivo. Introduce poi il cosiddetto ravvedimento operoso, che prevede sconti di pena per chi provvede alla messa in sicurezza e alla bonifica dei luoghi, e l’obbligo al ripristino dei luoghi in caso di condanna o patteggiamento”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e primo firmatario della legge sugli ecoreati, commentando la prima sentenza della Corte di Cassazione su questa legge, ieri, nell’ambito di un procedimento giudiziario che riguarda un caso di inquinamento nel golfo di La Spezia, che vede tra le parti civili anche Legambiente.

Pubblicato il 4/11/2016 alle 10.27 nella rubrica Comunicati Stampa.

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