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Clima: ratificare presto gli accordi di Parigi, l'Italia è in ritardo

Rispondendo alla mia interrogazione in Commissione n. 5-09427 il ministero dell’Ambiente ha assicurato che il governo invierà alle Camere il disegno di legge di ratifica dell’Accordo sul Clima di Parigi entro settembre. C’è il rischio che, senza un’adeguata attenzione dell’esecutivo, l’iter di ratifica non venga concluso prima della COP22 di Marrakech. Arrivare preparati alla prossima Conferenza Onu sul Clima è un passaggio importante, tanto più dopo l’avvenuta ratifica da parte di Stati Uniti e Cina. All’appello dei 23 Stati che hanno aderito all’intesa mancano ancora l’Europa e l’Italia, nonostante l'Unione europea in passato abbia avuto un ruolo di leadership per le politiche di riduzione delle emissioni e sia stata determinante nel tenere in vita il processo avviato con il Protocollo di Kyoto del 2005. Andare a Marrakech avendo già ratificato l’intesa è determinante per dare maggiore forza e credibilità alla nostra azione nelle sedi internazionali. Essere nel gruppo di testa aiuta anche la nostra economia ed è importante che la Legge di Stabilità contenga misure che vanno nella direzione indicata dall’Accordo sul clima siglato a Parigi.

Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commenta la risposta del ministero dell’Ambiente alla sua interrogazione in Commissione n. 5-09427 sul ritardo nella ratifica dell’Accordo sul Clima di Parigi

Pubblicato il 9/9/2016 alle 8.56 nella rubrica Comunicati Stampa.

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