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40 anni fa la tragedia di Seveso: allora fu un 'disastro innominato' oggi sarebbe un 'disastro ambientale'

Roma, 10 luglio 2016
 
“Quaranta anni fa, il 10 luglio del 1976,  vi fu la  fuoriuscita di una nube di diossina TCDD dall’impianto dell’Icmesa  di Seveso. Fu una tragedia e uno shock per la popolazione intossicata, per i lavoratori a rischio, per l’opinione pubblica e la classe politica che scoprì i pericoli dell’industrializzazione senza controlli.  E tuttavia quell’evento innescò un percorso di consapevolezza ambientale di cui oggi si colgono alcuni risultati, ma che è ancora in corso. Quanto accaduto all'Icmesa ha infatti contribuito ad una presa di coscienza  più diffusa, sia sulla tutela dell’ambiente che sul fronte della sicurezza, da cui nacque la cosiddetta direttiva Seveso che, con successive modifiche sino ai giorni nostri, ha sviluppato un quadro normativo europeo sulla sicurezza industriale. E se all’epoca, per la giustizia italiana, fu un “disastro innominato”;  oggi, con la legge sugli ecoreati, sarebbe un “disastro ambientale”, con ben altre conseguenze penali per i colpevoli.  

Fino allo scorso anno abbiamo affrontato disastri come quello dell’Icmesa, dell’Eternit o di Bussi con armi spuntate, come appunto il "disastro innominato" o il "getto pericolo di cose" come veniva classificato l’inquinamento ambientale. Oggi con gli ecoreati e con la riforma delle agenzie ambientali, due leggi di cui sono primo firmatario, abbiamo finalmente strumenti adeguati per cambiare rotta nella lotta all’ecomafia e alle illegalità.  Un traguardo storico per cui dobbiamo ringraziare anche Legambiente e tutte le associazioni che, fuori dal Parlamento, hanno sostenuto il lungo percorso di questi provvedimenti”.
 
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, a 40 anni dal disastro di Seveso.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 10/7/2016 alle 10.19 nella rubrica Comunicati Stampa.

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