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Dannoso e incomprensibile considerare aiuti di Stato gli indennizzi per danni da fauna selvatica

Roma, 3 marzo 2016

“Stupefacente che alcune regioni considerino come aiuti di Stato gli indennizzi alle aziende agricole per i danni da fauna selvatica. Per superare questo paradosso ho presentato una interrogazione al ministro dell’Agricoltura.
Tutto è iniziato nel 2014 con una delibera di giunta della Regione Marche che stabilisce come debbano essere calcolati nel regime ‘de minimis’ – che prevede un massimo di aiuti di 15 mila euro in 3 anni - anche i risarcimenti per danni da fauna selvatica, seguita dal Piemonte con il rischio che altre regioni facciano altrettanto. Come se non bastasse la Regione Marche dal 1° gennaio 2015 non eroga alcun risarcimento perché presentare la domanda, in cui si deve segnalare il rispetto del regime de minimis, è diventato così difficile che le aziende rinunciano.
Questi provvedimenti, oltre a danneggiare le aziende agricole,  rischiano di riaprire superate conflittualità tra le attività agro-silvo-pastorali e la tutela di specie protette, come sta accadendo per il lupo. E non hanno fondamento neanche nella normativa comunitaria. Come segnala anche la Coldiretti  i risarcimenti alle aziende agricole per i danni da fauna selvatica non rientrano nella categorie degli "aiuti di Stato" in quanto si  tratta  di indennizzi per un danno subito e non di erogazioni a sostegno di una attività economica.
Considerare i danni da fauna selvatica come aiuti di Stato è incomprensibile, dannoso e autolesionistico per l’economia delle aziende agricole e per la stessa buona gestione e controllo delle specie faunistiche selvatiche e della tutela di quelle protette.  Per superare questo stato di cose ho chiesto al ministro dell’Agricoltura quali iniziative urgenti intenda assumere per chiarire la materia, stante il fatto che il regime “de minimis” non va applicato agli indennizzi per danni da fauna selvatica” Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, depositando una interrogazione in materia di danni da fauna selvatica  al ministro dell’Agricoltura.


Ufficio stampa On. Realacci

 
Di seguito il testo dell'interrogazione 
 
Al Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Per sapere premesso che
            la Regione Marche con Delibera della Giunta Regionale n°1425 del 22 dicembre 2014, “Istituzione regime di aiuto in de minimis agricolo”, ha definito criteri e modalità per la concessione di  aiuti alle aziende agricole nel territorio regionale, stabilendo che sul regime “de minimis”, il quale non può superare l’ammontare di quindicimila euro in tre anni per azienda, siano calcolati anche gli indennizzi per danni fauna selvatica;
tenuto conto che alcune regioni d’Italia, come ad esempio il Piemonte, hanno adottato, ed altre potrebbero farlo, le citate misure simili alla sopraddetta delibera, con gravi conseguenze per le imprese agro-zootecniche che, pur subendo danneggiamenti da specie selvatiche, rischierebbero di non aver accesso o di veder sensibilmente ridotti i relativi indennizzi. Con il rischio di riaprire superate conflittualità tra le attività agro-silvo-pastorali e la tutela di specie protette, come sta accadendo per il lupo;
insieme alla citata deliberazione la Regione Marche ha garantito una sanatoria fino al 31 dicembre 2014 per quanto riguarda gli indennizzi da fauna selvatica riconosciuti fino a quella data;
dal 1° gennaio 2015 l’amministrazione regionale marchigiana non sta più erogando alcun risarcimento, così come il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso Monti della Laga, per la mancata presentazione della domanda di indennizzo da parte delle aziende agro-zootecniche perché le modalità per il calcolo del rispetto del regime de minimis sono difficilmente applicabili anche a causa della non funzionalità del registro nazionale degli aiuti di Stato presso il MIPAAF;
è evidente che considerare i danni da fauna selvatica come aiuti di Stato è incomprensibile, dannoso e autolesionistico per l’economia delle aziende agro-zootecniche e per la stessa buona gestione e controllo delle specie faunistiche selvatiche e della tutela di quelle protette;
tenuto conto di quanto segnalato in una nota ufficiale da Coldiretti sulla disciplina generale dei risarcimenti per danni da fauna selvatica: ”la previsione del regolamento (CE) della Commissione del 18 dicembre 2013, n°1408 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea che regolamenta gli aiuti de minimis nel settore agricolo non sembra suscettibile di applicazione al caso dei danni da fauna selvatica perché fattispecie diversa da quelle identificate come aiuti di stato. Si tratta di erogazioni che non supportano alcuna attività economica in modo che possa verificarsi un’alterazione della libera concorrenza, costituendo un mero reintegro del reddito agricolo a causa di un danno subito”;
 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della questione e quali iniziative urgenti intenda assumere per chiarire la materia stante il fatto che, secondo quanto sopraddetto,  il regime “de minimis” non va applicato agli indennizzi per danni da fauna selvatica.
Roma, 1° marzo 2016
Ermete Realacci

Pubblicato il 3/3/2016 alle 14.44 nella rubrica Comunicati Stampa.

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