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Agroalimentare: difendere le qualità italiane, si agli agroreati

Dopo gli ecoreati si passi agli “agroreati”. Condivido in pieno i propositi illustrati stamane a Expo nell'incontro promosso da Coldiretti con i ministri Martina e Orlando per salvaguardare le qualità italiane nell’agroalimentare, a partire dall’introduzione di nuove norme nel codice penale. L’Italia ha uno dei suo principali punti di forza in questo settore che “tira” sia nell’export che nel mercato interno. E’ quindi necessario usare tutti gli strumenti per difenderlo e valorizzarlo.

Ricordiamo - come riporta il rapporto ITALIA delle fondazioni Symbola e Edison e di Unioncamere - che la nostra produzione agricola è la più sostenibile, con enormi ricadute sulla qualità dei prodotti. Siamo il Paese con la minore emissione di gas serra: 814 tonnellate per milione di euro prodotti contro le 928 di Spagna, 1340 della Francia e una media europea di 1243. Nel 2014 il settore agricolo, silvicolo e della pesca ha generato 907mila posti di lavoro, il numero più elevato in Europa, ben al di sopra di Spagna, Francia e Germania e con una crescita dell’1,6% contro lo 0,4% degli altri settori. Siamo primi al mondo per export di pasta, pomodori, carni suine, olio e altro ancora. Primi anche per “prodotti distintivi” con 273 marchi DOP e Igp e 4698 specialità tradizionali regionali.

L’agroalimentare è un motore per la ripresa e per l’uscita dalla crisi in chiave green e va quindi protetto e stimolato. Quando l’Italia fra l’Italia, non la batte nessuno.

Pubblicato il 27/7/2015 alle 13.46 nella rubrica Comunicati Stampa.

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