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Italia recuperi i ritardi nel recepimento della direttiva sull’efficienza energetica

Roma, 26 marzo 2015 


“I ritardi e le contraddizioni con cui il Paese ha recepito la Direttiva europea 2012/27 sull'efficienza energetica rischiano di costare caro agli italiani. Come emerge dagli  allarmi lanciati da Legambiente, Kyoto Club e Coordinamento Free e da diversi articoli di stampa, infatti, la Commissione Europea ha richiamato il governo italiano con una lettera del commissario europeo all’energia Miguel Arias Canete in cui sono messe nero su bianco critiche forti e puntuali sui difetti con cui il decreto legislativo 102/2014 ha recepito la Direttiva europea 2012/27. Un richiamo che ha per oggetto una delle politiche prioritarie per contrastare i mutamenti climatici e che arriva proprio nell’anno del vertice Onu di Parigi, tappa fondamentale nei negoziati verso il nuovo accordo globale sul clima per il dopo 2020. E ora l’Italia ha 60 giorni di tempo per rispondere alla Commissione Europea. Per sapere quali iniziative urgenti voglia mettere in campo il Governo in vista di questa scadenza ho presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando un’interrogazione sulla lettera di richiamo rispetto al recepimento della direttiva comunitaria in materia di efficienza energetica. 

“Nella lettera – prosegue Realacci - il commissario Canete mette in fila ben 35 punti problematici che vanno dagli audit per capire lo stato di salute energetico delle abitazioni ai sistemi di trasmissione dell'energia, fino alla tutela della corretta informazione dei cittadini sui consumi e i risparmi alla distribuzione di energia. Nel mirino anche le misure per eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare all'efficienza energetica e quelle per agevolare con strumenti finanziari gli interventi di efficienza energetica. Ritardi e contraddizioni che si scontrano con le grandi potenzialità e la strategicità delle politiche di efficienza energetica: numerosi studi e rapporti dimostrano che cittadini e imprese italiane avrebbero vantaggi enormi se si puntasse decisamente in questa direzione, perché si ridurrebbero la spesa energetica, le importazioni di petrolio e le emissioni inquinanti e si creerebbe lavoro grazie all'innovazione. Una delle esperienze più importanti su questo fronte è il credito di imposta per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica in edilizia. Secondo i dati  di Cresme e Servizio studi della Camera, infatti, nel 2013 ha prodotto 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie, garantendo 340mila posti di lavoro”.

Ufficio stampa On. Realacci


Ecco il testo dell'interrogazione: 

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

- Per sapere 

- premesso che:

come si apprende dalle maggiori agenzie stampa nazionali, articoli sui quotidiani, allarmi lanciati da Legambiente, dal Kyoto Club e dal coordinamento Free la Commissione Europea, per tramite di una lettera inviata al Governo Italiano dal commissario Miguel Arias-Canete, ha espresso forti critiche sui ritardi e sulle contraddizioni nel recepimento della Direttiva europea 2012/27 sull'efficienza energetica;

dette critiche rispetto al mancato o non corretto recepimento vanno dagli audit per capire lo stato di salute energetico delle abitazioni ai sistemi di trasmissione dell'energia, fino alla tutela della corretta informazione dei cittadini sui consumi e i risparmi alla distribuzione di energia. Nel mirino anche le misure volte ad eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare all'efficienza energetica e le misure per agevolare, attraverso strumenti finanziari, gli interventi di efficienza energetica;
Sono ben 35 i punti problematici riscontrati dagli uffici della Commissione;

in particolare l'Italia ha recepito con decreto-legge 4 luglio 2014, n. 102 il testo dell'articolo 9 della citata ignorando, tuttavia, la contestuale e consistente implementazione dell'articolo 19 che prevede la norma degli «opposti incentivi» tra diversi proprietari, lasciando agli Stati membri legiferare ciascuno autonomamente (nel rispetto dei principi di proporzionalità e complementarietà dell'intervento comunitario), vista la diversità di regole per l'amministrazione degli stabili o per il rilascio delle licenze edilizie nei diversi Stati membri. Tuttavia il non aver implementato coerentemente l'articolo 19 potrebbe determinare nell'arco dei prossimi mesi un alto grado di litigiosità;

numerosi studi e rapporti dimostrano senza dubbio che i cittadini e le imprese italiane avrebbero vantaggi enormi se si puntasse decisamente in questa direzione, perché si ridurrebbero la spesa energetica e le importazioni, migliorerebbero le prestazioni ambientali e si creerebbe lavoro attraverso l'innovazione.
Dati ENEA confermano che le politiche di detrazioni fiscali relative al periodo 2007-2013, le famiglie italiane hanno realizzato 1,8 milioni di interventi di efficientamento energetico delle loro abitazioni per un importo totale pari a 22 miliardi di euro. Tale trend conferma che il successo delle detrazioni fiscali del Governo italiano come meccanismo per la diffusione dell'efficienza energetica presso i cittadini per ridurre l'inquinamento, i costi della bolletta energetica ed aumentare il comfort;

il recepimento farraginoso e incompleto potrebbe ostacolare nel tempo gli scopi ultimi della citata direttiva: si pensi ad esempio all'assenza di recepimento di norme innovative per i condomini che per assicurare una spesa per l'efficientamento energetico possa essere presa allorquando sia richiesta da una minoranza di proprietari che si ritrovino «svantaggiati» o la previsione di un sistema correttivo della ripartizione delle spese che tenga conto in certa misura del consumo effettivo e in altra misura della diversa prestazione energetica dei diversi alloggi

 -: quali iniziative urgenti intendano mettere in campo, visti i 60 giorni di tempo per la risposta del Governo Italiano alla Commissione europea, il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri interrogati al fine di sanare i sopracitati rilievi mossi dal commissario Arias-Canete. 
Ermete Realacci (Interrogazione n. 4-08593) 

Pubblicato il 26/3/2015 alle 15.49 nella rubrica Comunicati Stampa.

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