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Finalmente riconosciuto status vittima del dovere a Roberto Mancini

Roma, 2 febbraio 2015 
 

“Il ministro dell’Interno Alfano ci ha comunicato ufficialmente che è stato riconosciuto lo status di Vittima del Dovere al vicecommissario di Polizia Roberto Mancini, scomparso il 30 aprile 2014, e il giusto indennizzo alla sua famiglia.  Una buona notizia che chiude una vicenda dolorosa, di cui ci informa il ministro dell’Interno Alfano con una lettera giuntaci proprio oggi. Lo stesso ministro dell'Interno, d'altra parte, lo scorso settembre aveva annunciato l'avvio dell’iter per giungere a questo risultato. Un’iniziativa doverosa per rendere il giusto merito a un integerrimo e valido servitore dello Stato, onorare la sua memoria e il suo impegno insieme a quello di quanti come lui nelle Forze dell’ordine si battono contro le ecomafie, nata anche grazie alla nostra iniziativa congiunta. Lo scorso maggio avevamo infatti inviato una lettera al ministro dell’Interno per chiedere  fosse riconosciuto almeno alla famiglia di Mancini un giusto indennizzo” lo dichiarano congiuntamente Ermete Realacci (PD), presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, e Roberta Lombardi (M5S) commentando la lettera di risposta del ministro Alfano in cui si annuncia l’avvenuto riconoscimento dello status di Vittima del Dovere a Roberto Mancini. 

“Tra i primi investigatori delle Forze dell’ordine ad indagare sul  traffico illecito dei rifiuti in Campania – proseguono Realacci e Lombardi - Mancini ha prestato importanti consulenze alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle Ecomafie ed è stato un validissimo e irreprensibile servitore dello Stato. Grazie a lui la lotta alle ecomafie ha fatto significativi passi avanti, ma proprio a causa dei veleni respirati durante indagini e sopralluoghi ha contratto il linfoma non Hodgkin che gli è stato fatale. Roberto Mancini, infatti, è morto dopo una battaglia lunga 12 anni contro la leucemia ma, nonostante  il ministero degli Interni abbia certificato  il suo cancro al sangue come “causa di servizio”, finché è stato in vita gli era stato riconosciuto solo un indennizzo di 5.000 euro. Ora che è stato inserito anche il suo nome nella Graduatoria Unica Nazionale delle Vittime del Dovere, secondo quanto assicurato dal ministro Alfano nella medesima lettera per il prossimo aprile la famiglia Mancini dovrebbe ricevere il relativo giusto indennizzo”.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 2/2/2015 alle 16.14 nella rubrica Comunicati Stampa.

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