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Riaccendere attenzione e garantire risorse certe per risanamento ambientale Ilva

Roma, 21 luglio 2014


“La dura condanna di Fabio Riva e di altri nel processo in corso a Milano sulla presunta truffa allo Stato da parte di Riva Fire, riporta agli onori della cronaca una vicenda, quella dell’Ilva di Taranto, che da tempo merita il massimo dell’attenzione sia da parte dell’opinione pubblica, che da parte delle istituzioni  e della politica. Peraltro sull’Ilva siamo in una situazione di pericoloso stallo. E siamo molto distanti dalla piena applicazione di provvedimenti approvati dal parlamento, che prevedevano azioni parallele sul  fronte  del risanamento ambientale dell’Ilva e della continuità produttiva dell’impianto. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni non è pensabile alcuna soluzione di innovazione e futuro produttivo per l’Ilva se vengono disattesi gli impegni sul risanamento ambientale, condizione necessaria per dare un domani all’impianto: simul stabunt, simul cadent. Per il risanamento dell’Ilva servono inoltre responsabilità e risorse certe disponibili subito, che possono essere reperite, come previsto dalla legge attualmente in vigore la numero 6/2014 sulle emergenze industriali e ambientali, dai beni degli azionisti  e quindi innanzitutto della famiglia Riva. Il provvedimento varato da ultimo dal Governo e attualmente all’esame del Senato appare assolutamente insufficiente, proprio per questo mi auguro che sia adeguatamente rafforzato dal Parlamento”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera, sulla sentenza di Milano.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 21/7/2014 alle 15.18 nella rubrica Comunicati Stampa.

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