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Troppi ritardi, cambiare passo e pensare a nuovo futuro per Bussi

Roma, 15 aprile 2014


Il Governo ha risposto oggi in Aula alla Camera all’ultima interrogazione sulla discarica di Bussi sul Trino (Pe) presentata dal presidente della VIII Commissione Ambiente Realacci, e sottoscritta anche dagli On. Cominelli, Bratti e Ginoble, dopo diversi articoli sul caso usciti su vari organi di informazione e in particolare dopo l’inchiesta di Giovanni Valentini pubblicata da la Repubblica. Quella di Bussi è una mega discarica di circa trenta ettari, a poca distanza dalla confluenza dei fiumi Tirino e Pescara, dove sono state interrate quasi 250 mila tonnellate di rifiuti tossici e scarti industriali dell’ex polo chimico Montedison, per un danno ambientale stimato dall’Ispra in 8,5 miliardi di euro e un costo di 600 milioni per la bonifica. Attivo nella zona sin dall’inizio del secolo scorso, l’ex polo chimico Montedison è responsabile di decenni di inquinamento di terreno e falda acquifera.

“Troppi i ritardi accumulati è ora di cambiare passo e affrontare questa emergenza con maggiore impegno e determinazione, chiamando a risanare chi ha inquinato quest’area per decenni – dichiarano congiuntamente gli On. Realacci e Cominelli -.  Bussi è l’esempio, purtroppo tutt’altro che isolato, di una industrializzazione che ha inquinato interi territori e messo in pericolo la salute dei cittadini. Un modello del passato che oggi va completamente abbandonato, bisogna però fare i conti con questa pesante eredità risanando e proponendo un altro futuro, che punti alla riqualificazione industriale e alla riconversione dell’area con progetti economici compatibili con gli interventi di bonifica e la tutela dell’ambiente”. 

 

Pubblicato il 15/4/2014 alle 14.10 nella rubrica Comunicati Stampa.

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