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Nuovi ritrovamenti confermano necessità risposta forte istituzioni a grave situazione Terra dei Fuochi

Roma, 14 gennaio 2014

 

“Le notizie che arrivano dal Casertano sul ritrovamento di un fusto per solventi in un terreno a 15 metri di profondità, vicino alla falda acquifera, confermano la gravità della situazione nella Terra dei Fuochi e la necessità di risposte forti da parte delle istituzioni. Il decreto Terra dei Fuochi e Ilva che oggi approda in Aula alla Camera ha un testo molto rafforzato rispetto a quello che era stato approvato in Consiglio dei Ministri, frutto di un positivo lavoro comune portato avanti dal relatore Bratti, dal ministro Orlando e da tutti i gruppi parlamentari presenti in Commissione. L’intenso lavoro della Commissione Ambiente della Camera ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di migliorare il decreto per garantire il contrasto efficace all’illegalità, maggiori tutele per l’ambiente e per la salute dei cittadini, risorse per le bonifiche prioritarie, traguardo raggiunto in pieno anche recependo molte delle indicazioni arrivate da comitati e associazioni ambientaliste in sede di audizione”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commenta il lavoro della Commissione Ambiente sul decreto legge 136/2013, il cosiddetto decreto Terra dei Fuochi e Ilva.

“Tra le novità più rilevanti introdotte nel decreto – prosegue Realacci - lo stanziamento di 25 milioni di euro annui per il 2014 e il 2015 per lo screening sanitario gratuito per le popolazioni residenti nella Terra dei Fuochi e nei comuni di Taranto e Statte per quanto riguarda l’Ilva, l’aggiornamento e la pubblicazione dello studio Sentieri, il potenziamento degli studi epidemiologici. Si tratta di un’importante declinazione sul piano legislativo del nesso ambiente-salute. Con i Consigli consultivi, invece, il decreto apre a nuove forme di informazione e partecipazione da parte di cittadini e comunità. Molto importanti anche la possibilità di utilizzare per le bonifiche dei terreni inquinati anche gli illeciti proventi dei delitti ambientali compiuti in Campania, partendo per la mappatura dei terreni inquinati dai dati già disponibili proprio per accelerare l’operazione di mappatura stessa, e l’uso dell’esercito per contrastare più efficacemente l’illegalità e le ecomafie. L’introduzione del reato di combustione dei rifiuti potrà essere ulteriormente rinforzata dal testo unificato testo unificato sul rafforzamento dell’azione penale in ambito ambientale, testo nato a partire delle proposte presentate da me e dai colleghi Micillo e Pellegrino e che andrà in Aula a partire dal prossimo 20 gennaio. Importanti, inoltre, anche le misure introdotte a sostegno dell’agricoltura di qualità della Campania, colpita duramente dall’ecomafia. Sul fronte Ilva, infine, è confermato il principio che la bonifica e il risanamento ambientale debbano essere interamente a carico dei beni della famiglia Riva”.

Pubblicato il 14/1/2014 alle 12.1 nella rubrica Comunicati Stampa.

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