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Mare, mai più Prestige in Europa né Haven in Italia

Roma, 14 novembre

Più sicurezza per trasporto marittimo di sostanze pericolose e risarcire danno ambientale in caso di disastro

Il presidente della Commissione Ambiente presenta un'interrogazione ai ministri dell’Ambiente, della Sviluppo Economico e degli Affari Europei


“La vicenda della Prestige, la petroliera finita in avaria di fronte alle coste della Galizia proprio 11 anni fa provocando uno dei più grandi disastri ambientali avvenuti in Europa incredibilmente rimasto senza colpevoli, riporta in evidenza due questioni a tutt’oggi irrisolte nel nostro Paese: quella della sicurezza del trasporto marittimo di sostanze pericolose e quella del risarcimento del danno ambientale in caso di disastro. Per sapere quali garanzie l’Italia abbia messo in campo per prevenire il verificarsi di analoghi incidenti e quali strumenti abbia dispiegato per garantire che in eventuali sciagurati casi di incidente vengano individuati i responsabili, sia risarcito il danno ambientale e vengano ripristinate le aree colpite, ho presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e degli Affari Europei”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando una interrogazione sul ‘caso Prestige’.
“Nel passato, pensiamo ad esempio al caso della Haven, il più grave incidente mai accaduto nel Mediterraneo – prosegue Realacci -  , gli armatori della petroliera risarcirono una cifra irrisoria  per la bonifica ambientale, cinquanta volte inferiore rispetto a quanto la Esso sborsò al Governo americano per il disastro della petroliera Exxon Valdez. Per scongiurare il ripetersi di simili scandali, ai ministri interrogati chiedo in particolare quali iniziative urgenti intendano mettere in campo affinché per il trasporto in mare di sostanze pericolose nelle acque dell’Unione Europea sia previsto con chiarezza dal diritto del mare il risarcimento del danno ambientale. Se non si intenda altresì ampliare la platea dei responsabili in caso di naufragio e danno alla flora e alla fauna marine comprendendo anche i proprietari del carico della stessa nave, obbligando così i grandi noleggiatori ad individuare i vettori non più in base ai costi di noleggio, ma piuttosto all’affidabilità e alla sicurezza che questi sono in grado di offrire”.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 14/11/2013 alle 15.56 nella rubrica Comunicati Stampa.

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