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Vajont, serve piano nazionale di difesa del suolo per dare sicurezza a cittadini

Longarone 5 ottobre 2013


“Le Nazioni Unite nel 2008 hanno dichiarato il Vajont un caso esemplare di ‘disastro evitabile’. Oggi, alla vigilia del 50esimo anniversario della tragedia, il modo migliore per ricordare le 1.917 vittime innocenti del Vajont sarebbe che l’Italia si dotasse di un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio, destinando a tale piano finanziamenti adeguati. Proprio per questo la Commissione Ambiente della Camera ha approvato all’unanimità giovedì scorso una mia risoluzione, sottoscritta da tutti i gruppi politici, che impegna il Governo a stanziare 500 milioni annui per la difesa del suolo, a rivedere il Patto di Stabilità interno per consentire agli Enti Locali che hanno risorse di investirle in interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e di contrasto al dissesto idrogeologico, e a garantire risorse appropriate al buon funzionamento della Protezione Civile. La risoluzione impegna inoltre l’esecutivo ad agire a livello europeo per  inserire tra le priorità della politica comune anche la prevenzione e la tutela del territorio dal rischio idrogeologico” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, oggi in visita alla diga del Vajont e a Longarone insieme al deputato Roger De Menech, al Sindaco di Longarone Roberto Padrin e ad altri parlamentari del Pd.

“In un Paese come l’Italia –conclude Realacci - dove secondo dati Ance/Cresme frane e alluvioni solo negli ultimi 10 anni (2002/2012) hanno fatto 290 vittime, in cui come ricorda Legambiente spendiamo un milione di euro al giorno solo per riparare ai danni del maltempo e in cui nell’82% dei comuni sono presenti zone a elevata esposizione al rischio idrogeologico, è prioritario passare dalle parole ai fatti e attuare finalmente serie politiche di prevenzione, messa in sicurezza e manutenzione del suolo. Un impegno che dobbiamo agli italiani e al nostro fragile territorio e che può aiutare anche a rilanciare la nostra economia”.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 5/10/2013 alle 8.6 nella rubrica Comunicati Stampa.

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