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Ecomafia: situazione grave. Introdurre reati ambientali in codice penale

Roma, 17 giugno 2013

“Per combattere l’ecomafia è necessario ricostituire la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e approvare la legge che introduce i reati contro l’ambiente nel nostro codice penale, due iniziative sulle quali mi sono attivato sin dall’avvio della Legislatura. Dai numeri del rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente emergente un allarmante crescita dei reati, fra cui spicca l’aumento dell’incidenza dell’abusivismo edilizio nel mercato delle costruzioni passato dal 9% del 2006 al quasi 17% del 2013. La criminalità ambientale  continua inoltre a prosperare e a diversificare i propri malaffari, arrivando a fatturare circa 16,7 miliardi l’anno. Di fronte a un fenomeno di tale gravità e tali proporzioni è necessario ripristinare la legalità, dire no a nuove sanatorie edilizie e a qualsiasi ammiccamento verso le illegalità”, così Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camere, commentando i dati del Rapporto Ecomafia presentato oggi da Legambiente.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 17/6/2013 alle 10.53 nella rubrica Comunicati Stampa.

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