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Tav e grandi opere: nella crisi rivedere priorità del Paese

Roma, 23 marzo 2013

“A fronte della grave crisi che stiamo attraversando, è necessario sottoporre rapidamente a verifica le grandi opere vanamente annunciate a più riprese dai vari ministri delle infrastrutture che si sono succeduti negli anni, sulla base dell’effettiva disponibilità di risorse, delle reali domande di trasporto e delle priorità del Paese. Un ragionamento che vale anche per la Tav in Val di Susa. Secondo i dati di Legambiente sono stati impiegati in questi 10 anni di Legge Obiettivo circa 1,5 miliardi di euro in progettazioni e sarebbero necessari oltre 300 miliardi per tutte le opere trasportistiche previste. Risorse chiaramente non disponibili” così Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, nel giorno della marcia no Tav in Val Susa.

“Alcuni selezionati interventi in infrastrutture sono necessari, ma le opere più urgenti  - prosegue Realacci - sono quelle per la manutenzione delle infrastrutture esistenti, per la messa in sicurezza del territorio, per il recupero, la riqualificazione energetica e la messa insicurezza antisismica del patrimonio edilizio pubblico, a partire da scuole e ospedali, e tutto quell’insieme di piccoli interventi cantierabili subito che, oltre a prevenire il costo sociale di dissesto idrogeologico, terremoti e calamità naturali, sono in grado di produrre da subito lavoro e di attivare un settore importante come l’edilizia. Proprio per andare in questa direzione è urgente allentare il Patto di Stabilità per i Comuni e gli Enti Locali che abbiano risorse da investire in interventi capaci di creare rapidamente occupazione e sviluppo”. 


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 23/3/2013 alle 11.42 nella rubrica Comunicati Stampa.

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