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Ilva: garantire salute, ambiente, lavoro e risanamento

Roma, 28 novembre 2012

“A Taranto è necessario garantire la salute, la tutela dell’ambiente e il diritto al lavoro, così come è necessario garantire la prosecuzione dell’attività dell’Ilva, proprio al fine dell’effettiva realizzazione del necessario e inderogabile risanamento. Quanto sta accadendo all’Ilva di Taranto è il frutto avvelenato di una politica sbagliata, di colpe gravissime ed omissioni che partono da lontano e arrivano fino ad oggi. Pesantissime le responsabilità del Gruppo Riva e di chi ha diretto l'azienda. Gli effetti inquinanti dell’Ilva di Taranto erano noti da tempo - tanto che nel 2008  la Asl ordinò l’abbattimento di 2.271 capi bestiame perché contaminati da diossina e PCB -, ed è assolutamente inaccettabile che in tutti questi anni  gli enormi profitti realizzati dai Riva non siano stati usati per intervenire sul grave inquinamento prodotto dallo stabilimento. Concordiamo con il ministro Clini, la chiusura dell’Ilva non è la soluzione. Ma nel dibattito in corso mancano riferimenti alle opacità, alle connivenze, alle omissioni e agli errori fatti in passato da istituzioni, politica e forze sociali. E’ questo il contesto in cui è arrivata l’azione della magistratura e senza riconoscere tale elemento è difficile che si imbocchi una strada diversa”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd, a margine dell’informativa del ministro Clini alla Camera sull’Ilva di Taranto.

 

Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 28/11/2012 alle 14.10 nella rubrica Comunicati Stampa.

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