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Agenzia per la sicurezza nucleare: chi l'ha vista?

Roma, 21 settembre 2011 “La richiesta di chiarimenti dopo quanto accaduto all’impianto francese di Marcoule erano legittimi, visto la reticenza e l’opacità che spesso ha accompagnato l'informazione sugli incidenti nucleari. Quanto accaduto ci permette di tornare su tre questioni aperte che riguardano il nostro paese. La prima: l’Agenzia per la sicurezza nucleare che fine ha fatto? A due anni dalla sua istituzione non da notizie di se, non ha una sede e non si sa di cosa si occupi. Forse era un’agenzia per la propaganda nucleare più per la sicurezza e ora non ha più scopo di esistere?. Ci dica il Governo se deve rimanere in vita e con che funzioni. Il secondo punto riguarda la questione della chiusura delle vecchie centrali italiane. Nonostante i cittadini paghino in bolletta ogni anno centinaia di milioni di euro la situazione dello smantellamento delle vecchie centrali e della gestione scorie è grave e irrisolta. Anche in questo caso il Governo ci dica cosa intende fare, perché l’Italia deve chiudere con il vecchio nucleare e si possono aprire su questo fronte importanti filiere industriali. La terza riguarda l’economia: per fortuna la saggezza degli italiani ha prevalso sull’arroganza del Governo. Fermando la sciagurata avventura nucleare che si voleva riaprire nel nostro paese, gli italiani non solo hanno fermato un piano che metteva in rischio la sicurezza del loro futuro, ma che avrebbe rappresentato un colossale sperpero di denaro pubblico, che in questo momento di grave crisi avrebbe ulteriormente pesato sulle tasche degli italiani. Un fallimento economico confermato anche le disastrose notizie di continui rinvii e sprechi di denaro che arrivano delle centrali di Oikiluoto e di Flamaville, progettate con la stessa tecnologia che era stata adottata dall’Italia”, lo afferma Ermete Realacci (responsabile green economy del PD) intervenendo in Aula di Montecitorio per l’informativa urgente sull’incidente all’impianto di scorie nucleari di Marcoule nel sud della Francia. Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 21/9/2011 alle 11.56 nella rubrica Comunicati Stampa.

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