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Il reale peso delle rinnovabili in bolletta

E’ in via di preparazione il Decreto del Governo che riformerà il meccanismo degli incentivi per le rinnovabili nel rispetto delle direttive dell’Unione Europea.
E’ un passaggio importante per dare continuità e forza alla crescita del settore che finalmente è in atto nel nostro Paese. E’ ovviamente necessario che il provvedimento sia in grado di garantire una spinta verso sistemi più efficienti ed innovativi riducendo i contributi e dando al tempo stesso certezze per il futuro. Che sia in grado di evitare speculazioni, semplificare procedure inutili, bonificare il mercato, favorire i progetti imprenditoriali più avanzati e a minor impatto ambientale. Trasparenza, meccanismi efficienti, il minor costo possibile in bolletta.
Per far questo è necessario contrastare forti pressioni spesso legate alle scelte del passato. Ricordo che il nostro Paese negli anni passati ha speso tra i 40 e i 50 miliardi di euro, prelevati dalle bollette dei cittadini italiani, in gran parte attraverso il meccanismo del CIP 6 e lo strumento delle “fonti assimilate alle rinnovabili”, che in realtà ha finanziato combustibili fossili.
E’ una cifra paragonabile a quella spesa dalla Germania per incentivare le fonti rinnovabili, che ha reso quel paese leader nel mondo in molti settori…
E’ importante ora non perdere di nuovo la strada. Per questo è anche utile precisare molte informazioni superficiali o scorrette in merito al reale peso delle fonti rinnovabili nella bolletta elettrica. E’ per questo molto utile la nota preparata dal Senatore Francesco Ferrante, che è il responsabile per il Partito Democratico sulle politiche relative ai mutamenti climatici.
Potete trovare la nota del Sen. Ferrante nella sezione Documenti del mio blog
 
Cordialmente,
Ermete Realacci

Pubblicato il 17/2/2011 alle 19.26 nella rubrica Diario.

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