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Beni culturali: sui restauratori regole condivise. No tana libera tutti

Roma, 26 novembre 2010


“La sospensione del bando sui restauratori che arriva dopo un percorso contraddittorio e accidentato può essere una buona o una cattiva notizia”, lo afferma Ermete Realacci (PD) che nel passato aveva presentato vari atti parlamentari sul tema dei restauratori, commentando la sospensione del bando per la qualifica di restauratore.
“E’ una buona notizia”, spiega Realacci, “se finalmente il Governo smetterà di procedere per fatti compiuti convocando, come peraltro è emerso nel dibattito in Parlamento che ha accompagnato l’approvazione all’unanimità della risoluzione che chiedeva una proroga del bando, tutte le parti interessate, restauratori, organizzazioni sindacali e professionali. E’, invece, una cattiva notizia se si risolve semplicemente nella soppressione della prospettiva di dare regole certe, chiare e condivise ad un settore importante per l’economia e per il profilo storico del nostro paese. L’eccellenza delle attività italiane nel campo del restauro era presentata anche nel padiglione italiano all’Expo di Shangai dove ogni giorno, fra le tante eccellenze del made in Italy, c’era anche un professionista del restauro che metteva in mostra il suo talento”.
“La professione di restauratore”, conclude Realacci, “costituisce un patrimonio di sapere e di eccellenza inestimabile e garantisce all’Italia uno stabile primato mondiale nell’attività di restauro, conservazione e tutela del patrimonio storico-artistico, non solo nazionale, e rappresenta inoltre uno dei cardini della trasmissione della tradizione e del saper fare tipico degli antichi mestieri”.
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 26/11/2010 alle 15.57 nella rubrica Comunicati Stampa.

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