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Trivellazioni petrolifere. Debole risposta del Governo

 “La catastrofe del Golfo del Messico impone a tutti gli Stati un momento di arresto e un’attenta verifica dello stato di sicurezza delle piattaforme attive e delle nuove trivellazioni esplorative. L’Italia deve fare la sua parte anche perché nel nostro paese ci sono molti fronti aperti che destano preoccupazione. Purtroppo la risposta del Governo all’interrogazione parlamentare che era stata presentata mesi fa è molto debole e non soddisfa le richieste che venivano avanzate”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD al termine dell’audizione in Commissione Ambiente della Camera al Sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia.

“Sarebbe auspicabile che anche il nostro paese, raccogliendo l’invito del Commissario Europeo per l’Energia varasse una moratoria per bloccare almeno per sei mesi nuove trivellazioni petrolifere. Oltre a questo è necessaria agire su tre fronti principali: avviare un’indagine per verificare la sicurezza delle piattaforme attive, dare vita ad un accordo internazionale sul Mediterraneo per le estrazioni petrolifere, prevedere misure capaci di garantire in caso di incidente l’affidabilità tecnica e la stabilità economica delle imprese incaricate delle trivellazioni. E’ quest’ultimo un fronte di estrema delicatezza. Non sono rari i casi, in cui le trivellazioni vengono effettuate, in aree estremamente fragili, da piccole società, di dubbia affidabilità”.

L'Ufficio stampa (Francesca Biffi - 333.2164430 biffi_f@camera.it)

Pubblicato il 14/7/2010 alle 17.15 nella rubrica Comunicati Stampa.

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