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Marea nera, in Italia urge normativa più severa per chi inquina

Roma, 31 maggio 2010
 
“La catastrofe che sta affliggendo le coste americane del Golfo del Messico riporta in evidenza una questione a tutt’oggi totalmente irrisolta nel nostro paese: quella del risarcimento in caso di disastro ambientale. Se quello che accadendo negli Stati Uniti fosse successo in Italia, infatti, nessuno ripagherebbe il danno provocato in modo adeguato. Nel passato, pensiamo ad esempio al caso della Haven, il più grave incidente mai accaduto nel Mediterraneo, gli armatori della petroliera risarcirono una cifra irrisoria  per la bonifica ambientale, cinquanta volte inferiore rispetto a quanto la Esso sborsò al Governo americano per il disastro della petroliera Exxon Valdez”,  lo afferma Ermete Realacci, (PD) che qualche settimana fa presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere che l’Italia si doti di una normativa più adeguata in materia.
“Per quanto riguarda le piattaforme petrolifere,” prosegue Realacci, “la questione si fa ancora più spinosa non solo perché queste non sono coperte dalle convenzioni internazionali come il fondo IOPC (International Oil Pollution Compensation), ma anche perché poco controllate specie se in alto mare, anche in aree estremamente vulnerabili e sensibili.”
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 31/5/2010 alle 13.33 nella rubrica Comunicati Stampa.

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