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Navi dei veleni: lo Stato pagò l'ex mafioso? Serve chiarezza

Roma, 25 maggio 2010
 
Realacci e Bratti presentano un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri dell’Interno e della Giustizia

“La questione dell’affondamento delle navi cariche di rifiuti tossici nel Mediterraneo, continua ad essere una delle pagine buie del nostro paese. Da ultima la notizia secondo la quale sembra che lo Stato abbia versato ingenti quantità di denaro sul conto dell’ex collaboratore di giustizia Francesco Fonti, ex esponente della ‘ndrangheta, considerato tra i responsabili dell’affondamento di alcune navi contenenti rifiuti radioattivi al largo delle coste italiane”, lo afferma Ermete Realacci (PD), presentando un’interrogazione parlamentare insieme ad Alessandro Bratti (PD) a partire da un articolo sulle navi dei veleni pubblicato sull’Espresso di questa settimana.

Nell’interrogazione parlamentare presentata dagli esponenti del Pd si riportano brani pubblicati dal settimanale del memoriale del pentito Fonti, consegnato nel 2005 al Magistrato Vincenzo Macrì della Direzione Nazionale Antimafia da cui emerge che lo Stato avrebbe inviato a Fonti, chiamato con lo pseudonimo utilizzato nel periodo di protezione di Francesco Baldassari, centinaia di milioni di lire come “consulenze professionali”.

“Se queste notizie si rivelassero fondate”, conclude Realacci, “si tratterebbe di un fatto di inaudita gravità e per questa ragione chiediamo al Governo quali azioni intendano mettere in campo per accertare se quanto riportato nel memoriale corrisponda al vero e se nel caso gli accertamenti dovessero verificarsi positivi per quali ragioni lo Stato avrebbe versato all’ex collaboratore di giustizia tali ingenti somme di denaro”.

Per leggere l'interrogazione parlamentare basta seguire questo link.

Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 25/5/2010 alle 14.39 nella rubrica Comunicati Stampa.

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