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Ambiente, bene Napolitano. Reati ambientali nel codice penale

Roma, 22 marzo 2010

“Dal presidente Napolitano arriva un importante richiamo sulla necessità di inasprimento delle pene nei confronti dei reati ambientali. E’ un fronte su cui il nostro paese ancora sconta un’inaccettabile ritardo, nonostante abbia pagato in molte occasione un tributo troppo alto in termini di vite umane, salute dei cittadini, danni all’ambiente e al territorio. Parliamo di reati odiosi come l’abusivismo edilizio, lo smaltimento e il traffico illecito di rifiuti, l’inquinamento dell’acqua e dell’aria, che hanno devastato molte aree del paese, reso fragile il territorio e minato il futuro di chi ci vive, senza che lo stato avesse e gli strumenti adeguati per combatterli.  E anzi, ulteriori pericolosi segnali arrivano anche da nuovi provvedimenti di questo Governo, come quello sulle intercettazioni, che così com’è rischia di indebolire il contrasto anche nei confronti dei crimini ambientali e delle ecomafie o i reiterati tentativi di proporre nuovi condoni edilizi”, lo afferma Ermete Realacci (PD), commentando le dichiarazioni di oggi del Presidente della Repubblica

“Il Governo ascolti il richiamo del capo dello Stato”, conclude Realacci, “e a cominciare dalle proposte di legge bipartisan, fra cui una presentata dal sottoscritto,   inserisca i reati ambientali nel codice penale. Sarebbe una riforma di civiltà che il nostro paese attende da tempo e già troppe legislature sono passate senza che questa necessaria innovazione del nostro codice penale, che pure aveva sempre raccolto un consenso da parte di tutti gli schieramenti politici, andasse a buon fine”.

Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 22/3/2010 alle 15.32 nella rubrica Comunicati Stampa.

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