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Lambro-Po: molti punti poco chiari. Indagine su altre bombe innestate

Roma, 3 marzo 2010
 
“Sul disastro ambientale che ha colpito nei giorni scorsi i fiumi Lambro e Po ci sono ancora molti punti da chiarire: si tratta di elementi fondamentali per capire le responsabilità di quanto accaduto, per avviare le indispensabili opere di bonifiche e anche per cercare di impedire che un fatto di tale gravità possa ripetersi ancora”, lo afferma Ermete Realacci (PD), al termine della seduta oggi in Commissione Ambiente della Camera durante la quale il Sottosegretario Menia è venuto a rispondere ad un interrogazione presentata nei giorni dal parlamentare del Pd su quanto accaduto sul Lambro.
“Fra i vari punti che destano preoccupazione”, spiega Realacci, “c’è l’incertezza sui quantitativi di idrocarburi effettivamente sversati in acqua e su quanti erano contenuti nelle cisterne della Lombarda Petroli, elementoindispensabile per capire come sia stato possibile che l’ex raffineria fosse declassata dalle aree industriali a rischio rilevante previsto dalla direttiva Seveso. C’è poi il capitolo delle bonifiche, per il quale non c’è disponibilità dei fondi necessari. Dal punto di vista delle indagini, poi, bisognerà capire per quale ragione c’è stato un grave e ingiustificabile ritardo, che si è rivelato fatale per far partire la macchina degli interventi in tempo utile per scongiurare il disastro ambientale che si è verificato. In quest’ottica anche la mancanza di coordinamento che si è riscontrata fra le varie agenzie regionali ha causato ulteriori ritardi per portare i soccorsi. Inoltre, si dovrà indagare chi, oltre ai colpevoli dell’atto criminoso nella ex raffineria,  approfittando della situazione ha riversato nei fiumi altre sostanze altamente inquinanti”.
“Per mettere in campo gli strumenti indispensabili per evitare che si possano verificare in futuro episodi analoghi”, conclude Realacci, “oggi ho avanzato in Commissione Ambiente la proposta di avviare un’indagine conoscitiva sulle aree industriali a rischio rilevante presenti in Italia e tracciare così una mappa aggiornata delle possibili “bombe ad orologeria” che sono innestate nel nostro paese”. 
 
Ufficio Stampa On. Realacci

Pubblicato il 3/3/2010 alle 20.50 nella rubrica Comunicati Stampa.

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