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No al nucleare anche in Campania. Il futuro è green economy

Napoli, 20 febbraio 2010
 
“Il Governo conosce benissimo quali sono i siti dove si costruiranno le centrali, ma sta solo prendendo tempo per superare le elezioni regionali. E’ uno stratagemma che va smascherato perché i cittadini devono poter valutare i candidati anche tenendo conto del loro punto di vista su questo tema. Quel che è certo è che il futuro della Campania non è nel nucleare ma nella green economy, dalla quale si stima possono scaturire nei prossimi cinque anni oltre 100 mila di posti di lavoro tra nuovi occupati e qualificazione delle imprese esistenti”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, intervenendo oggi a Napoli all’iniziativa organizzata dal Pd campano “Si alle rinnovabili, no al nucleare”.
“In Campania, come nel resto del paese, la green economy è il futuro”, prosegue Realacci. “Una prospettiva vera in tutto il mondo, ma che in Italia ha chance più che altrove di avere successo e che può rappresentare per la nostra economia del XXI secolo quello che l’elettrificazione, l’automobile, le telecomunicazioni prima e la rivoluzione informatica poi sono stati per il Novecento. Si tratta, insomma di una straordinaria occasione per modernizzare e rendere più competitiva la nostra economia che ha il suo punto di forza in un sistema produttivo fatto prevalentemente da piccole e medie imprese fortemente legate al territorio, capace di  misurarsi  con le diverse declinazioni e applicazioni della green economy e di diffonderle velocemente  e capillarmente”.
Quando parliamo di green economy, infatti, pensiamo ad una sfida trasversale che comprende moltissimi settori e coinvolge decine di migliaia di imprese: dal settore dell’edilizia a quello dei trasporti, dagli elettrodomestici alle fonti rinnovabili, dal turismo all’agricoltura di qualità, dall’high tech al riciclo dei rifiuti, dalla diffusione di prodotti e di processi produttivi innovativi ed efficienti, nella creazione di nuova occupazione qualificata, in una forte spinta all’esportazione di processi e prodotti eco-efficienti. La green economy in salsa italiana, inoltre, incrocia la propensione alla qualità tipica di molte produzioni del nostro paese e la riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali legati al manifatturiero”. 
 
Ufficio Stampa On. Realacci
Responsabile Green economy  Partito Democratico

Pubblicato il 20/2/2010 alle 12.28 nella rubrica Comunicati Stampa.

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