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Nucleare: affare per pochi, costo per molti

Roma, 19 gennaio 2010

“Il ritorno all’energia nucleare è un affare per pochi, ma un costo che ricadrà su molti, sull’intera collettività. La soluzione energetica del nostro paese non passa per il ritorno all’atomo che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive. Il Ministro Scajola spieghi ai cittadini italiani con chiarezza come si pagheranno i costi di un ritorno all’energia atomica”, lo afferma Ermete Realacci, (PD) presentando un’interrogazione parlamentare nel giorno in cui Enel e Confindustria incontrano alcune imprese italiane per favorire l’investimento sul nucleare. “Anche l’operazione condotta oggi da Enel”, presegue Realacci, “secondo anche quanto documentato da un rapporto di Greenpeace contiene degli elementi di grande incertezza, a cominciare da quanto effettivamente resterà in Italia nella partita economica con i partner francesi.”
“Così com’è oggi”, conclude Realacci, “il nucleare è una scelta che sottrae risorse, sia pubbliche che private, a obiettivi quanto mai urgenti, come investire in efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili a cominciare dal solare, promuovere l'innovazione tecnologica, che in tempi enormemente più brevi consentirebbero di abbattere le emissioni che alimentano i mutamenti climatici, di ridurre sensibilmente la nostra dipendenza energetica dall'importazione di petrolio, di accrescere la competitività delle nostre imprese, di alleggerire le bollette a carico delle famiglie. Questa è la vera frontiera dell'innovazione in campo energetico, una frontiera che rappresenta un'opportunità tanto più grande in questa fase di crisi economica”.
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 19/1/2010 alle 10.53 nella rubrica Comunicati Stampa.

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