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Navi dei veleni: è la Gomorra del mare. Recuperare subito fusti

Roma, 22 ottobre 2009

“Io mi auguro che quello il fondo al mare non sia il relitto della Cunsky e che i bidoni non contengano veleni, ma la vicenda che ci troviamo ad affrontare è la gomorra del mare e serve l’impegno dello Stato ai massimi livelli per fare luce una volta per tutte”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del PD intervendo in Aula in risposta all’informativa urgente del Governo sulla vicenda delle navi dei veleni.
“Esistono atti parlamentari”, prosegue Realacci, “che documentano l’esistenza di una rete internazionale per il traffico illecito di rifiuti pericolosi e radioattivi via mare e come in alcuni casi questa attività si sovrapponesse chiaramente con il traffico d’armi. Esistono documenti ufficiali che dimostrano come decine di navi siano misteriosamente affondate nel Mediterraneo. E’ una vicenda su cui pesano quindici anni di omissioni, depistaggi, indagini chiuse spesso troppo frettolosamente, morti sospette. Torniamo ad affermare che non basta l’impegno, per quanto apprezzabile, del solo Ministero dell’Ambiente. La Presidenza del Consiglio deve coordinare l’azione del Ministero degli Interni, della Giustizia, degli Esteri, della Salute e dell’Ambiente in una task-force che possa mettere in campo le risorse, i mezzi e le tecnologie necessarie per far luce su questa gravissima vicenda.”
“Quello che bisogna fare”, conclude Realacci, “è recuperare subito i fusti nello scafo del relitto del mercantile affondato a Cetraro. Solo così si potrà sapere con assoluta certezza cosa contengono, se si tratta di rifiuti tossici o radioattivi, se quel relitto è quello di una delle navi affondate con il loro carico di veleni e se le rivelazioni del pentito Fonti sono fondate. Insomma solo così sarà possibile svelare un tassello fondamentale di una pagina buia della nostra storia.”
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 22/10/2009 alle 15.2 nella rubrica Comunicati Stampa.

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