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Pesca: non aprire varchi a illegalità

Roma, 27 maggio 2009 
 
“L’illegalità, l’utilizzo di attrezzi da pesca vietati come le spadare, la cattura di specie protette sono veleno per il settore della pesca e per il mare. Aprire varchi a queste pratiche è un grave errore che non solo aggrava la posizione dell’Italia sulla quale già pende una procedura di infrazione UE per l’uso illegale delle reti derivanti, ma per l’ecosistema marino e per i tanti pescatori che operano nel rispetto delle leggi e che di mare vivono”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del PD annunciando un’interrogazione parlamentare al Ministro Zaia a seguito di nuovi episodi di illegalità denunciati dalla trasmissione televisiva Report nel porto di Bagnara Calabra e di Cetraro sul mancato rispetto della normative europea e italiana che vieta l’utilizzo delle spadare come mezzi da pesca e delle reti denominate “ferrettare” come sostitutivi.
“La situazione calabrese è particolarmente a rischio”, spiega Realacci, “e nonostante si debba dar atto al Ministro delle politiche agricole di aver prontamente dato seguito alle precedenti denunce e interrogazioni con una più efficacie azione di contrasto con l’impiego di militari in alcuni porti calabresi, molti pescatori di quelle marinerie utilizzino in maniera illegale le ferrettare violando la legge e rendendo più difficile il controllo da parte della Capitaneria di Porto.”
Nell’interrogazione si evidenzia come le ferrettare, reti simili alle spadare, ma più piccole, sono state inventate per la piccola pesca tradizionale sottocosta entro le tre miglia. Recentemente è stato autorizzato un utilizzo di questo attrezzo fino alle dieci miglia, un provvedimento molto contestato perché rende più difficile il controllo e reca più danni all’ecosistema marino. Nonostante ciò le ferrettare risultano ampiamente utilizzate oltre il migliaggio consentito e per la cattura di specie vietate come tonno e pescespada .
“Abbiamo appreso inoltre”, aggiunge Realacci, “che in apparente contraddizione con le misure repressive messe recentemente in campo, in una lettera indirizzata al sindaco di un comune siciliano si apre ad una possibile ipotesi di avviare nei prossimi mesi, nella Regione Siciliana, la sperimentazione di un nuovo attrezzo con caratteristiche simili alla” ferrettara”, ma con alcuni adattamenti necessari per tener conto delle contestazioni mosse in passato di fronte al TAR. Questo sarebbe un fatto gravissimo che oltretutto vanicherebbe la volontà di non dare più seguito alle  richieste di violazione che vengono da alcune marinerie e che portano solo danno a tutti i pescatori onesti e alle risorse marine”. 
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 27/5/2009 alle 15.29 nella rubrica Comunicati Stampa.

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