Blog: http://ermeterealacci.ilcannocchiale.it

Omaggio alla Liberazione

Mi piace celebrare il 25 aprile con questo brano dalla lettera scritta alla moglie durante la prigionia da Pietro Benedetti, un ebanista comunista fucilato a Roma nell’aprile del ’44. Difficile non riuscire a trovare in queste parole le radici della nostra identità e del nostro voler bene all'Italia.
 
"Vi sono nel mondo due modi di sentire la vita. Uno come attori, l’altro come spettatori. Io, senza volerlo, mi sono sempre trovato fra gli attori. Sempre fra quelli che conoscono più la parola dovere che quella diritto. Non per niente costruiamo letti perché ci dormano su gli altri. Tutta la mia educazione, fin da ragazzo, mi mportava a farmi comportare così. Ed anche ora, di fronte allo scempio della Patria, dei nostri focolari, delle nostre famiglie, io sentivo che era da codardi stare inerti e passivi. Ma forse con ciò calpestavo i miei doveri verso la famiglia? No, perché la causa che avevo sposata altro non era  che quella dei nostri figli e delle nostre famiglie. Non sappiamo cosa sarà l’avvenire che io comunque già sento più bello, più buono del triste presente, di questo terribile oltraggio all’umanità. Ma qualunque esso sia e io dovessi essere inghiottito da questo vortice tremendo, che annienta uomini e cose, di fronte al giudizio dei miei figli, preferisco essere il padre che ha risposto all’appello del dovere, anziche il codardo che se ne sottrae".

Pubblicato il 23/4/2009 alle 13.56 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web