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Emergenza rifiuti in Campania, dove sono finiti i fondi per la bonifica del territorio?

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere, premesso che

nella Relazione al Parlamento sullo stato delle attività nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, il sottosegretario di Stato all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, lancia l’allarme sulla mancanza di adeguati finanziamenti per riportare la Campania ad una condizione di normalità, chiudendo l’epoca delle gestioni commissariali e ritornando a formule di gestione che vedano le amministrazioni campane riassumere pienamente le proprie responsabilità, come sta già avvenendo sul fronte della riduzione dei trasferimenti erariali a quei comuni che non pagano le quote di servizio per lo smaltimento dei rifiuti;

la notizia è stata anche ampiamente ripresa dal quotidiano “Avvenire” del 27 marzo 2008 in un servizio del giornalista Antonio Mira;

nella relazione si evidenzia che nel semestre giugno-dicembre 2008 si sono registrate entrate complessive per circa 170 milioni di euro e pagamenti per circa 105 milioni di euro, e si sottolinea che “se non ci fossero ulteriori trasferimenti statali si dovranno prevedere situazioni di grave criticità”;

dalla relazione sopra citata si evince chiaramente che l’ammanco economico per la gestione 2009 è di circa 830 milioni di euro. Questo ovviamente rappresenta un ostacolo alla regolare gestione dei rifiuti per l’anno corrente, rievocando lo spettro di una possibile nuova emergenza.

La maggior parte dei debiti derivano dalle precedenti gestioni commissariali e dai contenziosi pendenti davanti a diverse autorità giudiziarie;

nella tabella 6 della Relazione si legge che a fronte di un totale complessivo di debiti di 1.212.816.202,17 euro le entrate per quest’anno ammontano a 382.706.548,73 euro da cui si deduce la cifra del disavanzo previsto per il 2009 di 830.109.653,44 euro. È inoltre necessario evidenziare che tale disavanzo è calcolato ipotizzando di far fronte anche all’ottemperanza delle sentenze passate in giudicato con un petitum stimato solo al 50% e che è ancora in corso di verifica la valutazione della reale consistenza delle cifre dei debiti pregressi delle varie gestioni commissariali e dei vari contenziosi in essere di fronte al Tribunale Civile, al TAR, alla Sezione Lavoro, al Collegio Arbitrale, alla Corte d’Appello Civile e al Giudice di Pace;

l’inaugurazione della prima linea dell’inceneritore di Acerra non può far concludere che da oggi in poi l’emergenza dei rifiuti campani è terminata. Essa si caratterizza, infatti, di così tante componenti che l’inceneritore non è che una tappa nel superamento della grave situazione in cui si trovano i cittadini campani;

si rende quanto mai necessario avviare le azioni di bonifica, a suo tempo promesse, nelle aree altamente inquinate dalle discariche abusive della camorra e risanare tutto il territorio chiamato “Terra dei fuochi” su cui insiste un grave danno alla salute e alla sicurezza delle popolazioni e per ridare alle aree della Campania fortemente colpite dall’emergenza la prospettiva di uno sviluppo duraturo;

un altro fronte su cui agire con maggiore incisività è quello della raccolta differenziata dei rifiuti. I dati riportati dalla Relazione del Sottosegretario sono incoraggianti ma ancora del tutto insufficienti a produrre i risultati desiderati;

tutti i comuni campani hanno predisposto i piani di raccolta differenziata. La criticità nella loro applicazione risiede nella mancata operatività dei consorzi di bacino (di cui i Comuni sono tenuti ad avvalersi, ai sensi della legge regionale n. 87 del 2007, per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata). Tutti i casi che per tale ragione non hanno potuto avviare il piano di raccolta differenziata sono stati segnalati al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ma a tutt’oggi mancano sia i dati relativi alle segnalazioni che i provvedimenti che il Ministero intende attuare. Manca anche il dato dei commissari “ad acta” che sono stati inviati in quei comuni che non hanno dato comunicazione dell’avvio del piano;

si sottolinea, inoltre, la necessità di avviare quanto prima la prevista attività di raccolta dei rifiuti, anche pericolosi, ancora abbandonati lungo le strade del territorio campano.

Si chiede, pertanto,

se non si intenda stanziare immediatamente i fondi promessi per le bonifiche delle aree campane compromesse dalle discariche della camorra per restituire ai cittadini un ambiente risanato e certezze sulla loro salute e sul loro futuro;

se non si intenda stanziare immediatamente i fondi richiesti dal Sottosegretario per il completamento e il definitivo superamento dell’emergenza garantendo un volume di risorse almeno pari a quelle dello scorso anno e dare finalmente inizio al progressivo azzeramento dei debiti contratti dalle precedenti gestioni commissariali e l’ottemperamento delle sentenze ancora pendenti;

se non si intenda fornire i dati sulle difficoltà incontrate da molti comuni a porre in essere i piani di raccolta differenziata dei rifiuti, che sono stati debitamente comunicati al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nonché i provvedimenti che il Ministero intende adottare per far fronte a questa situazione e dare finalmente avvio alla fase più importante del ciclo dei rifiuti in Campania che da sola consentirebbe di non riaccendere mai più la fase acuta dell’emergenza ed evitare la costruzione di 5 inceneritori;

Roma, 1° aprile 2009
On. Ermete Realacci

Pubblicato il 2/4/2009 alle 17.21 nella rubrica Attività Parlamentare.

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