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Condono edilizio, c'è chi ci riprova. "E' una proposta da irresponsabili"

Fa discutere proposta dell'ex ministro della Giustizia Nitto Palma (Pdl) per impedire l'esecuzione di migliaia di demolizioni in Campania. L'aula del Senato esaminerà la prossima settimana. Difficile che passi. ""E' un favore all'illegalità e all'ecomafia", dice Realacci (Pd) 

di ANTONIO CIANCIULLO
 
"MENTRE le frane si moltiplicano, il conto dei disastri ambientali aumenta e i danni sanitari per il saccheggio del territorio diventano drammatici, proporre un altro condono edilizio è irresponsabile, una decisione gravissima". E' dura la replica dei senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante al disegno di legge di Nitto Palma (Pdl) che, per impedire l'esecuzione delle migliaia di demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura in Campania, punta a riaprire i termini del condono del 2003. "E' incredibile, tra l'altro -continuano i senatori del Pd- che a firmare una norma del genere sia un signore, Nitto Palma, che fino a pochi mesi fa era ministro della Giustizia. Ci batteremo in Senato con ogni mezzo regolamentare per impedire questo ennesimo scempio all'ambiente e al diritto e ci attendiamo un forte impegno anche del governo".

Governo che, appena un mese fa, aveva fatto dato il via libera a un disegno di legge, voluto dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania, di segno esattamente opposto: una misura che pone un limite all'avanzata del cemento e protegge l'agricoltura come elemento della cornice ambientale che si è formata nei secoli diventando parte essenziale dell'appeal italiano. In quella occasione il presidente del Consiglio Mario Monti aveva espresso una nota di rammarico per la mancata tempestività di questa misura: "Forse andava inserita nel primo provvedimento, il decreto Salva Italia, perché ha molto a che vedere con la salvezza dell'Italia concreta".

Adesso di concreto c'è la proposta di condono che l'aula del Senato esaminerà la prossima settimana.  "E' un favore all'illegalità e all'ecomafia", ha commentato Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. "Vale la pena ricordare che il rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente stima in 25.800 gli abusi edilizi nel 2011 e che il solo 'effetto annuncio' ha prodotto, nel caso del condono del 2003, 40 mila nuove case illegali. Per rilanciare il settore dell'edilizia bisognerebbe fare esattamente il contrario: serve un piano che punti sul recupero del patrimonio esistente, sul risparmio energetico, sulla sicurezza statica degli edifici e sulla bellezza".

Sulla carta il condono non dovrebbe passare (a giudicare dai numeri di chi ufficialmente si oppone). Ma come ricorda Vezio De Lucia, uno dei nomi storici dell'urbanistica italiana, "i terremoti non si possono prevedere, i condoni sì. Il primo, il Craxi-Nicolazzi, è del 1985. Il secondo, il Berlusconi-Radice, del 1994. Il terzo, il Berlusconi-Lunardi, del 2003. Uno ogni 9 anni. Il 2012 sarebbe la scadenza naturale di questa serie. L'occasione per varare un altro condono. L'ultimo, s'intende".

Fonte: Repubblica.it
Autore: Antonio Cianciullo
24 ottobre 2012

© Riproduzione riservata 

Leggi l'articolo in originale sul sito di Repubblica al seguente link




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permalink | creato da team_realacci il 24/10/2012 alle 19:15 | Versione per la stampa | 0 commenti
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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