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Borgo Italia

Piccoli comuni, una scommessa sul futuro e non un piccolo mondo antico. È a questa Italia che parla la legge sui Piccoli comuni, che il senato ha finalmente approvato in via definitiva alla unanimità

Ytali
scritto da ERMETE REALACCI 29 settembre 2017

enezia è una delle quattro porte d’Italia, insieme a Firenze, Roma e, di recente, anche Milano. Le sue meraviglie e le sue bellezza, come quelle delle altre città, sono oggetto di desiderio crescente in tutto il mondo. Di fronte ai grandi flussi, tuttavia, il punto non è tanto chiedersi come frenare o limitare l’accesso, bensì far capire al mondo che l’Italia è una terra di scrigni preziosi, disseminata di tesori culturali, paesaggistici, storico-archeologici che si intrecciano col saper fare delle comunità, sul connubio tra tradizione e innovazione. I Piccoli comuni ne sono la spina dorsale.

In essi abbiamo non solo un’eccezionale quantità di beni culturali fruibili, e il pensiero va ai tesori del centro Italia colpiti dal sisma, ma a tutto i nostri territori dove quei beni si intrecciano con il senso di identità, con la coesione, con la capacità di coniugare antichi saperi e nuove tecnologie. Un’idea di Paese che fa delle comunità e della bellezza la chiave del futuro.


È questa l’Italia dei piccoli comuni, una scommessa sul futuro e non un piccolo mondo antico. È a questa Italia che parla la legge sui Piccoli comuni, che il senato ha finalmente approvato in via definitiva alla unanimità.

Il testo è nato a partire da una mia proposta di legge cui si è collegata quella della collega Patrizia Terzoni ed ha avuto come relatori i colleghi Enrico Borghi, Tino Iannuzzi e Antonio Misiani alla camera e il collega Stefano Vaccari al Senato. Per ben tre volte, nelle passate legislature, questa legge è stata varata dalla Camera. Adesso è legge dello Stato. Un risultato raggiunto grazie ad un lavoro ampio e comune del Parlamento e al sostegno dell’Anci e di molte organizzazioni, a partire da Legambiente e Coldiretti.


Nei nostri 5.567 borghi vivono oltre dieci milioni di persone e almeno altrettante ne provengono o li frequentano, mantenendo con essi relazioni affettive.  Non vanno considerati un peso per il nostro Paese ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità e affrontare il futuro a partire dai nostri talenti. Le misure previste nella legge non servono solo a conservare, ma a lanciare una sfida per nuove forme di economia, puntando sulla banda larga, sul riuso del patrimonio urbanistico dismesso, su innovazione e qualità, tutti fattori che rendono più competitivo il tessuto produttivo. Un modello di sviluppo per tutto il Paese, centrato sulla coesione delle comunità.

È qui che si producono il 93 per cento delle nostre Dop e Igp, il 79 per cento dei nostri vini più pregiati, ma anche tanta parte di quel made in Italy apprezzato dappertutto. Si può competere in un mondo globalizzato se si mantengono solide radici: si risponde alla crisi producendo qualità e bellezza, rafforzando, allo stesso tempo, quel senso di identità che aiuta ad essere protagonisti.

La Festa del Borgo e la sagra del pane di civraxiu a Sanluri (Sud Sardegna)
La legge interviene sulla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, la riqualificazione dei centri storici, aiuta a contrastare la rarefazione di servizi essenziali come scuole, presidi sanitari, uffici postali. Viene data priorità alla manutenzione del territorio, all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico. Si promuovono le produzioni agroalimentari a filiera corta e le infrastrutture tecnologiche. I Piccoli comuni potranno acquisire, con procedure semplificate, case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse per attività di protezione civile, volontariato, mobilità dolce e turismo sostenibile. Per le risorse economiche ci sono cento milioni di euro da destinare, nei prossimi anni, a quelli in maggiore difficoltà.

Nel 2002, in occasione di “Voler Bene all’Italia”, la Festa nazionale dei piccoli comuni promossa da Legambiente, il presidente Ciampi inviò  un messaggio di grande attualità:

Questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. […] Sono parte integrate, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L’informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. […] Può diventare anche questa grande avventura un’opportunità da cogliere.
Per l’Italia un’occasione per affrontare a testa alta le sfide del futuro.

https://ytali.com/2017/09/29/borgo-italia/



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permalink | creato da team_realacci il 29/9/2017 alle 18:40 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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