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Salvate i nasoni. Il vero spreco è in agricoltura

ll presidente commissione Ambiente alla Camera: «Non nevicava e non pioveva da mesi, era chiaro che ci sarebbe stata carenza di acqua»


di Manuela Pelati
Corriere della Sera

Presidente della commissione Ambiente alla Camera e deputato pd, Ermete Realacci già lo scorso aprile aveva fatto un’interrogazione parlamentare sulla siccità e il lago di Bracciano.
Ci spiega il perché?

«Non nevicava e non pioveva da mesi, era chiaro che ci sarebbe stata carenza di acqua. Ora pensiamo all’autunno, quando avremo piogge violentissime che creeranno melma e fango sui terreni colpiti da incendi che non possono assorbire le precipitazioni».

Roma adesso rischia di rimanere senza acqua.
«È incredibile perché la Capitale ha ottime fonti idriche, in parte le stesse di duemila anni fa. Ma negli anni passati non sono stati fatti investimenti e le perdite nelle tubature sono del 44%, molto sopra la media nazionale che è del 38%».

Per fermare gli sprechi la sindaca Raggi il 22 giugno ha emesso un’ordinanza.
«Sì, bisogna diminuire l’uso domestico, ma il grosso del consumo di acqua, la metà del totale, è in agricoltura, dove si usa anche la potabile. Bisognerebbe realizzare irrigazioni moderne per il recupero e il riuso, ed evitare i metodi a pioggia e a scorrimento».

Parla di investimenti?
«Il Comune che ha incassato da Acea 70 milioni dalle bollette dei romani, avrebbe potuto dedicare una somma per le riparazioni delle tubature».

Ora c’è l’emergenza.
«Con i cambiamenti climatici in corso bisogna agire in due modi, con misure di lungo periodo e con soluzioni di adattamento a ciò che accade nell’immediato».

Conviviamo con la siccità?
«Il catasto dei ghiacciai italiani ci dimostra che negli ultimi decenni abbiamo perso un terzo del volume, che significa un bacino d’acqua grande quattro volte il lago Trasimeno. I laghi sono le nostre riserve idriche, una parte importante del ciclo dell’acqua quando diminuiscono pioggia e neve».

La captazione di Bracciano andava bloccata prima?
«Certo si sarebbe limitato il danno ambientale».

Acea chiuderà i nasoni. 
«È un errore chiuderli, servono alle persone deboli e agli anziani… bisognava investire tre mesi fa sui rubinetti da inserire. I provvedimenti vanno presi a lungo termine, come stabilire l’uso efficiente di acqua nel regolamento comunale».
23 luglio 2017 | 22:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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