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La ricostruzione ci dirà che idea di Paese abbiamo, ma l'Italia deve credere di più in se stessa per affrontare le sfide del futuro

Treia, 8 luglio 2017. “Sarà il modo in cui ricostruiremo le zone colpite dal sisma in centro Italia a dirci che idea di Paese abbiamo. Il terremoto, al di là di tragedie ed emergenza, può essere anche opportunità di cambiamento per il territorio,  ma serve progettualità e visione. Serve tenere insieme le comunità e il tessuto produttivo. L’area colpita  è una zona particolarmente ricca di beni culturali, il loro ripristino può essere un volano per far ripartire l’economia di queste comunità con uno sguardo rivolto al futuro. E’ di grande importanza che, per 10 anni,  la quota dei beni culturali dell' 8x1000 dello Stato sarà destinata al ripristino del patrimonio storico artistico danneggiato dal sisma; una misura per cui mi sono battuto a lungo.
Un contributo importante può arrivare, per tutto il Paese,  anche dal sismabonus che prevede fino all’85% di credito di imposta per i lavori di messa in sicurezza degli edifici. Una misura che si affianca a credito di imposta per ristrutturazioni ed ecobonus che nel 2016, secondo un recente rapporto di Symbola e Cremse, hanno generato 28,2 miliardi di euro di investimenti e 419mila posti di lavoro tra diretti e indotto. Contribuendo ad una nuova edilizia di qualità.
Allo stesso modo la valorizzazione dei territori passa attraverso una visione che consideri quelle che si chiamano “aree interne” non come la fotografia di un piccolo mondo antico, ma come un’occasione per difendere la nostra identità e proiettarla nel futuro.
La mia legge sui Piccoli Comuni che sta per essere votata al Senato, può dare un’accelerazione a tale processo.  L’Italia, però,  deve credere di più in se stessa. Gli italiani hanno una percezione di sé peggiore rispetto a quella che all’Estero si ha del nostro Paese, basti pensare che un terzo dei peruviani hanno una visione positiva del loro Paese e della loro situazione economica mentre in Italia questo vale solo per il 15% dei nostri concittadini, come ha illustrato Nando Pagnoncelli durante al presentazione del Rapporto ITALIA.
Come diceva La Pira “solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio”, se non c’è identità non c’è apertura, non si esce dal guscio.  L’Italia, invece, può farcela se affronta i suoi mali antichi - non solo il debito pubblico, ma anche le diseguaglianze sociali, l’economia in nero, quella criminale, il ritardo del Sud, una burocrazia inefficace - e se mobilita le sue migliori energie e i suoi talenti. Se parla al mondo scommettendo sulla qualità e la green economy, sui suoi saperi tradizionali e sull'innovazione  se vede nella necessaria risposta al cambiamento climatico anche un’opportunità.  Un’Italia che fa l’Italia e affronta a viso aperto le sfide del futuro”.
È quanto afferma Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane, concludendo la tavola rotonda “Il senso dell’Italia per il futuro” nella giornata di chiusura del Seminario Estivo di Symbola a Treia, in provincia di Macerata. Tavola rotonda alla quale, oltre a Realacci, sono intervenuti:  il presidente di Confindustria Enzo Boccia, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello,  l’A.d. Enel Francesco Starace;  Monica Maggioni, presidente Rai; Rossella Muroni, Presidente Nazionale Legambiente e Aldo Bonomi, Direttore di Aaster.
Il Seminario Estivo di Symbola  è un appuntamento promosso dalla Fondazione Symbola insieme a Unioncamere, Camera di commercio di Macerata, Regione Marche e Città di Treia e con il patrocinio dei ministeri della Cultura, dell’Ambiente, dell’Agricoltura e degli Affari Esteri. 

Ufficio stampa Symbola



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permalink | creato da team_realacci il 8/7/2017 alle 9:28 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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