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Parchi, una riforma per rendere le Aree Protette modello di sviluppo per l'intero Paese

Roma, 27 marzo 2017 

“La 394/1991 è stata una legge di successo, la riforma dei Parchi che oggi approda in Aula alla Camera molto migliorata dal passaggio in Commissione Ambiente e di cui è relatore il collega Borghi ne rafforza l’impianto originario. L’obiettivo della riforma è rendere le Aree Protette un modello di sviluppo per l’intero Paese, incrociando natura e cultura, coniugando la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con la buona economia, sostenibile e più a misura d'uomo. 
Tra i punti qualificanti c'è  la reintroduzione del  piano triennale,  uno strumento di programmazione nazionale per tutto il sistema, con priorità nei finanziamenti per le aree protette regionali e marine. Per il piano sono  previsti 30 milioni nel prossimo triennio. Fondi che verranno assegnati secondo criteri indicati dal Comitato nazionale per le aree protette, in cui è presente anche il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Arriva la selezione pubblica per rendere più trasparente la nomina dei direttori dei Parchi Nazionali e requisiti più rigorosi, di competenza e preparazione,  nella scelta dei presidenti. È inoltre previsto che il ministero dell’Ambiente emani linee guida per la nomina dei direttori delle Aree Marine Protette.  Entrano nei consigli direttivi degli enti parco nazionali un rappresentate delle associazioni scientifiche e uno degli agricoltori o dei pescatori, per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità, che così si affiancano a quello delle associazioni ambientaliste.  Per la prima volta  negli organi direttivi deve essere ‘tenuta in considerazione la rappresentanza di genere’, una misura importante per riequilibrare la presenza femminile considerando che oggi nei 23 Parchi nazionali solo un presidente e due direttori sono donne, mentre su 230 membri dei consigli direttivi solo 14 sono donne, appena il 6%. 
Si individuano anche modalità per la tutela della biodiversità e per la gestione della fauna maggiormente rispondenti alla direttive comunitarie, prevedendo un importante ruolo di valutazione da parte dell’Ispra. Viene introdotto il divieto di trivellazioni nei parchi e nelle aree contigue. Proibita nei parchi anche la pratica dell’eliski. Su tutto il territorio nazionale è inoltre vietato l’allevamento di cinghiali al fine del ripopolamento.
Una delle novità più rilevanti confermate dall’esame della Commissione riguarda i piani dei Parchi Nazionali che vengono sottoposti a Valutazione ambientale strategica, facendo entrare così nel procedimento i ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Il ministro dell’Ambiente dovrà convocare entro il gennaio 2019 e successivamente ogni tre anni la Conferenza nazionale La Natura dell'Italia. 
Con la riforma il sistema dei parchi esce rafforzato, sia nella trasparenza della governance che nel rapporto con il territorio. Un passo avanti per un'Italia che guarda al futuro”. 
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, intervenendo in Aula a Montecitorio durante la discussione generale sulla proposta di legge 4144 di riforma delle Aree protette. 


Ufficio stampa On. Realacci




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permalink | creato da team_realacci il 27/3/2017 alle 13:22 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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