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“Renzi è la migliore risorsa del Pd”

L'Opinione
di Michele Di Lollo
03 marzo 2017 - POLITICA 

“Tradizione non è culto delle ceneri, ma custode del fuoco”. Ermete Realacci, deputato del Partito Democratico e renziano della prima ora, cita Mahler. Ha passato gli ultimi anni della sua vita a battersi per un’Italia che esalti la qualità dei suoi territori. Lotta per vedere un’Italia unica nel mondo. È primo firmatario di una legge sulla difesa dei piccoli comuni. Un provvedimento approvato in larghissima maggioranza alla Camera ma che si è arenato in Senato. Un progetto che sprona le singole realtà a fare ciò che sanno fare meglio: produrre bellezza. Parla di green economy e di come all’estero ciò che colpisce del nostro Paese sia l’unicità delle sue città, la qualità di alcuni prodotti e la diffusione sul territorio di tante attrazioni dal punto di vista storico, culturale e artistico. Spiega che nell’Era della globalizzazione bisogna puntare su ciò che rende unici e ciò che rende unica l’Italia è proprio la vita dei suoi piccoli centri. “Quando l’Italia punta su questo - dice - vince”.

Lei è primo firmatario di una legge che salva i piccoli borghi, ce ne può parlare?

È un pensiero fisso, me ne occupo da tanto tempo. È anche la risposta a un’idea di Stato. Io credo che l’Italia è forte se fa l’Italia e se accetta le sfide che il mondo le propone senza perdere la propria anima, identità, storia e cultura: le caratteristica dell’Italia migliore.

I piccoli centri stanno scomparendo?

C’è una crisi, ma molti centri riescono a mostrare tutte le loro qualità e a sopravvivere. Il senso della legge è sostenere quelle comunità meno fortunate. L’obiettivo è guardare con altri occhi il nostro Paese. Diceva Proust: “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”. Se noi guardiamo i piccoli comuni come un pezzo di un piccolo mondo antico che inevitabilmente dovrà scomparire, sono morti. Se invece si affronta il problema come una scommessa e un’occasione per incrociare passato e nuove tecnologie, produrre imprese e lavoro per i giovani, è un’altra partita.

Questo vale anche in casi di emergenza come il terremoto?

Un punto chiave nella tragedia del terremoto ha riguardato la presenza dei sindaci dei piccoli comuni. La quasi totalità delle aree colpite sono comuni piccoli. Una parte rilevante appartiene a due parchi nazionali: il parco dei Monti Sibillini e il parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Quello che si è visto lì è che l’esistenza di quei sindaci ha dato un importante punto di riferimento ai cittadini. La ricostruzione riguarderà l’economia di questi luoghi e va affrontata valorizzando le singole qualità.

Come coniugare progresso e tradizione?

Se guardi a un mondo globalizzato, come quello in cui viviamo, vale molto il criterio di fare cose diverse dagli altri. Noi siamo una piccola nazione. Il mondo è cambiato e la nostra prima risorsa è la qualità. E quando l’Italia accetta questa sfida, vince. Carlo Maria Cipolla una volta ha pronunciato questa bellissima frase: “L’Italia da secoli è abituata a produrre all’ombra dei campanili cose che piacciono al mondo”.

A cosa pensava mentre scriveva questa legge?

Mi viene in mente un’altra citazione. De Saint-Exupéry, autore del “Piccolo Principe”, ha detto: “Per costruire una nave non radunare gli uomini solo per cercare legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito”. La mia legge è questa: creare un’idea d’Italia che esalti il suo punto di forza. Quando all’estero si pensa al nostro Paese, ciò che colpisce è l’incrocio tra la bellezza delle città, la qualità di alcuni prodotti e la diffusione sul territorio di tanti capolavori dal punto di vista storico, culturale, artistico, architettonico e manifatturiero. Tutti elementi che rendono unico il nostro Paese.

Quali sono le misure da prendere per rendere queste piccole comunità un’attrazione culturale ed economica?

La legge sui piccoli comuni propone misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Sono previste semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’aumento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori.

Come salvare l’economia dei piccoli centri?

Per essere competitivi nel mondo non ti serve un’autostrada o una ciminiera che fuma: ti serve la banda larga. Ti serve il fatto che stando in un piccolo comune produci cose che in Cina non sanno fare. Oggi giovani creativi e progettisti possono benissimo stare in uno sperduto borgo della Basilicata e lavorare per Shanghai.

La sua legge è una legge che accresce l’ingerenza dello Stato?

La mia non è una legge assistenziale. Ma una legge che spinge l’Italia a fare l’Italia, a fare le cose che la rendano unica.

Perché investire sulla green economy?

Perché sposa alcune caratteristiche tipiche del nostro Paese. Qualità e bellezza consumano meno energie e materie prime per produrre ricchezza.

Cambiamo discorso. Quanto durerà il Governo Gentiloni?

Non lo so (ride, ndr).

So che siete molto amici, è vero?

Sì è vero. Siamo molto amici. Abbiamo entrambi un passato in Legambiente.

Che politica serve all’Italia?

Bisognerebbe concentrarci più sui problemi del Paese che sulla propaganda politica. Ma so che questo è difficile. Paolo Gentiloni su questo può dare una mano. E spero che si produca una legge elettorale accettabile. Una legge che permetta, a chi fa politica, di mantenere un legame forte sul territorio. Purtroppo penso che le prossime elezioni, quando ci saranno, parliamo di mesi, vedranno un’Italia incapace di formare un governo.

La scissione nel Pd era inevitabile?

La scissione andava evitata. Non credo che sarà una scissione che avrà un esito importante dal punto di vista dei numeri e dei risultati elettorali, ma è un problema serio. La centralità del Pd nel nostro sistema politico è indebolita.

Lei è un renziano della prima ora: cosa consiglierebbe a Matteo Renzi in vista delle primarie?

Renzi è ancora la migliore risorsa che abbiamo per stare a testa alta in Europa e nel mondo. Gli consiglierei di analizzare bene la situazione esistente nel centrosinistra. Deve capire dove ha sbagliato e correggere il tiro.



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permalink | creato da team_realacci il 3/3/2017 alle 12:30 | Versione per la stampa | 0 commenti
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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