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Infrastrutture si cambia rotta: nelle opere prioritarie più cura del ferro, manutenzione e qualificazione

Roma, 24 maggio 2016
 
PRESENTATO IN COMMISSIONE AMBIENTE ALLA CAMERA IL DECIMO  RAPPORTO INFRASTRUTTURE
 
“Si chiude la lunga stagione della legge Obiettivo da cui sono nate opere inutili e senza conti in regola. Con il nuovo corso sulle politiche per le infrastrutture e grazie al varo del nuovo Codice degli appalti, si cambia rotta: si riducono a 25 le opere prioritarie da portare a termine, si ridefiniscono i criteri degli interventi  in base alla effettiva utilità e si avvia l'abbattimento dei costi di pari passo con una nuova attenzione alla qualità dei progetti.
E' quanto emerge  dal  10° Rapporto sulle Infrastrutture strategiche presentato oggi in Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera alla presenza del ministro delle Infrastrutture Delrio e del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Cantone, con i quali c’è piena sintonia sia sulle linee generali del rapporto che per il proseguimento di un lavoro comune. L’analisi è stata predisposta per l’VIII Commissione da Servizio studi della Camera e Cresme in collaborazione con Anac, Istat e Cassa Depositi e Prestiti. Un report che monitora  le ultime fasi della Legge Obiettivo, ormai abrogata grazie al nuovo Codice degli appalti, che è particolarmente importante  per il Paese e sarà utile anche nell’indagine conoscitiva sulla riforma e sulla transizione alle nuove norme negli affidamenti pubblici da parte delle Commissioni Ambiente Territorio e Lavori Pubblici di Camera e Senato  che partirà nel mese di giugno.
Questo rapporto negli anni passati aveva segnalato alcune questioni critiche della Legge Obiettivo, come l’aumento esponenziale del numero delle opere strategiche e dei costi, il bassissimo tasso di realizzazione e la mancanza di un indirizzo nelle politiche infrastrutturali, che sono state considerate nel nuovo Codice degli Appalti.  Oggi nella sua decima edizione evidenzia invece un nuovo corso rispetto al passato. Nella definizione delle opere prioritarie inserite nell’Allegato al Def e che complessivamente richiedono 90 miliardi di euro viene data una forte priorità alle infrastrutture ferroviarie, che rappresentano il  46% degli investimenti, e alle metropolitane, cui va il 16,5% degli investimenti, mentre le opere stradali incidono per il 31,5%. Le opere su ferro, dunque, non sono più ‘figlie di un dio minore’, ma si dimostrano strategiche a pieno titolo. Più in generale  si valutano le opere rispetto alla loro reale utilità per il Paese. Tra i punti approfonditi dal rapporto anche la revisione delle opere ‘in corso’ ereditate dal passato e degli eventuali vincoli giuridici su esse pendenti.  Un altro elemento di grande importanza è  l’aumento dei bandi di gara per le opere pubbliche e lo spostamento verso la manutenzione e qualificazione, che copre il 74% del mercato rispetto a una cifra inferiore al 50% negli anni precedenti. Un percorso analogo a quanto sta accadendo nell’edilizia con l’ecobonus.
Un altro passo avanti per un'Italia migliore che guarda al futuro mettendo al centro gli interessi dei cittadini”.  Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando il Decimo Rapporto sulle Infrastrutture strategiche presentato oggi in VIII Commissione. 


Ufficio stampa On. Realacci





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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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