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Spazi verdi urbani: a che punto è l'attuazione della legge?

“Sviluppare e curare il verde urbano è un interesse generale. Gli alberi infatti assorbendo l’acqua piovana aiutano a contrastare il dissesto idrogeologico del territorio, trattenendo le polveri sottili ed assorbendo l’anidride carbonica contribuiscono a combattere sia l’inquinamento delle nostre città che i mutamenti climatici. Aiutandoci ad andare nella direzione indicata dalla Cop21 di Parigi. Non a caso oggi, 46esima Giornata per la Terra, viene lanciato il progetto di piantare un albero per ogni abitante del pianeta di qui al 2020. Con queste premesse il Paese si è dotato della legge n. 10/2013 per gli spazi verdi urbani che ha gli obiettivi dichiarati di aumentare il verde e la bioarchitettura nei nostri centri abitati e di tutelare gli alberi monumentali e che contribuisce così a uno sviluppo urbano sostenibile e alla bellezza delle nostre città. A quanto mi risulta, però, le disposizione della legge non sono sufficientemente messe in pratica dagli Enti locali Comuni. Per sapere se la situazione sia effettivamente così e chiedere un monitoraggio sullo stato di attuazione di questa norma di civiltà e delle sue singole misure, ho presentato una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, depositando un’interrogazione sullo stato di attuazione della legge per gli spazi verdi urbani .

“Tra i punti qualificanti della normativa per gli spazi verdi urbani - conclude Realacci - ci sono anche l’istituzione del catasto degli alberi monumentali e della giornata nazionali degli alberi, l’obbligo ribadito per i Comuni sopra i 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato e l’istituzione del bilancio arboreo, strumento grazie al quale i sindaci dei comuni sopra i 15 mila abitanti devono rendere noto agli elettori prima delle elezioni il saldo tra il numero di alberi trovati e quello degli alberi da loro piantati. Per aiutare gli enti locali a mettere in pratica queste disposizioni la legge, inoltre, ha istituito anche un Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” presso il ministero dell’Ambiente”.




DI SEGUITO IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE


Al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere premesso che

accrescere e curare meglio il verde urbano è un’indiscutibile e primario interesse generale. Gli alberi sono un argine alla fragilità idrogeologica del territorio, trattengono polveri sottili, assorbono anidride carbonica: contribuiscono a combattere sia l’inquinamento urbano che i mutamenti del clima, che dipendono secondo Legambiente per circa il 20 per cento dalla deforestazione;

in Italia la situazione del verde urbano è contraddittoria: ci sono città che hanno standard di verde per abitante di assoluta eccellenza, ma circa un terzo dei comuni capoluogo ha una dotazione di verde molto bassa, sotto i 5 metri quadrati per abitante. ;

la legge 14 gennaio 2013, n°10 prevede l’obbligo per gli Enti locali di incrementare gli spazi verdi urbani e le cinture verdi, e di adottare misure volte a favorire l’assorbimento delle polveri sottili e ridurre l’effetto “isola di calore”. Da ultimo viene ribadito anche l'obbligo significativo di piantare “un albero per ogni neonato”, già introdotto in Italia con la legge Cossiga - Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992;

più in dettaglio si prevedono poi anche misure per favorire la pareti verticali verdi, la tutele delle aree verdi esistenti di pertinenza degli edifici, le coperture verdi a fine di risparmio energetico, la tutela rafforzata delle piante monumentali, nonché la costituzione di un “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” presso il MAATM, con il compito di promuovere l’attività degli Enti locali in conformità a quanto previsto dalle legge stesse e di redigere un piano nazionale per la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori città. E’ inoltre stabilito che il 21 novembre di ogni anno si celebri la “Giornata nazionale degli alberi”;

si tratta quindi di una legge di buon senso e civiltà che deve dare un contributo importante al miglioramento della qualità dell’aria e al naturale all’assorbimento delle acque piovane nei nostri insediamenti urbani. Uno strumento al servizio del verde architettonico, alla bio-architettura che contribuisce a uno sviluppo urbano sostenibile, alla bellezza e alla qualità della vita delle nostre città e dei nostri paesaggi;

a quanto risulta all’interrogante quanto previsto dalla legge 14 gennaio 2013, n°10 sul verde urbano non risulta sufficientemente implementato dagli Enti locali;

se i ministri interrogati siano a conoscenza della questione e se essa corrisponda al vero. Se, per quanto di competenza e per tramite del già costituito “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” non vogliano fornire dati sullo sviluppo del verde urbano, dell’impianto di alberi per ogni nato, delle coperture verdi, della tutela degli alberi monumentali, del bilancio arboreo anche con l’ausilio della Conferenza Stato Regioni. Promuovere politiche di cura del patrimonio arboreo nazionale è infatti interesse nazionale e raccoglie lo spirito della Giornata mondiale della Terra 2016 che promuove il progetto di piantare un albero per abitante del pianeta da qui al 2020 e concorre a rispettare gli obiettivi di riduzione della CO2 stabiliti alla COP21 di Parigi.

Roma, 22 aprile 2016

Ermete Realacci




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permalink | creato da team_realacci il 22/4/2016 alle 15:31 | Versione per la stampa | 0 commenti
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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