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A 30 anni da metanolo il vino italiano esempio di sfida vincente da quantità a qualità

Roma, 16 marzo 2016


“Il 17 marzo di trent’anni fa esplose lo scandalo del vino al metanolo, una tragedia della sofisticazione alimentare che costò la vita a 23 persone e inflisse un duro colpo alla credibilità dei nostri prodotti.  Quello che è accaduto dopo rappresenta una straordinaria metafora della missione del nostro Paese. Da allora, con un lavoro paziente e costante, il vino italiano ha avviato un processo di riconversione che l’ha fatto passare da una produzione quantitativa a basso costo, ad una nel segno della qualità legata al territorio che ha reso i vini italiani i più famosi e venduti  al mondo insieme a quelli francesi. 
Oggi produciamo il  45% in meno degli ettolitri rispetto a trent’anni fa  – come spiega il report ‘Accadde domani’ della Fondazione Symbola e di Coldiretti – siano passati da 76,8 a 47 milioni di ettolitri/anno prodotti ma il fatturato e l’export (espressi in valore nominale) sono cresciuti: rispettivamente più del doppio il primo, da 4,2 miliardi di euro a 9,4 miliardi, e oltre sei volte il secondo, da 800 milioni a 5,4 miliardi. E il nostro vino mantiene saldamente il secondo posto per quota di mercato globale col 19,9%. Questa parabola produttiva e culturale, che ha nel vino il suo campione, riguarda una parte rilevante della nostra economia. Questa tensione costante alla qualità rivela il cuore e il motore del made in Italy,  legato alla qualità, alla bellezza, alla cultura”. Lo afferma il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci alla vigilia del trentennale dello scandalo metanolo. 

Quella del vino  è allo stesso tempo una parabola di un’economia più qualitativa e sostenibile ma anche una metafora del successo di tanti altri settori del made in Italy che hanno seguito l’esempio del vino. Il report di Fondazione Symbola e Coldiretti analizza dunque anche altri prodotti italiani di eccellenza che hanno vinto la sfida della competitività puntando su innovazione e qualità. Nella filiera agroalimentare, ad esempio, siamo il Paese più forte al mondo per prodotti distintivi, con 282 prodotti Dop, Igp, Stg.  L'export di  scarpe  è diminuito da 218 mila a 165 mila tonnellate in 30 anni  ma  il valore nominale è passato da 5  a 11 miliardi di dollari. Nell’abbigliamento in pelle l’esportazione è passata da 1.910 tonnellate a 2.254 tonnellate, mentre il valore è triplicato: 787 milioni di dollari a fronte di 233. Nella  produzione di macchine per l’industria alimentare siamo passati da un export di  68 mila tonnellate (952 milioni di dollari)  a 157 mila tonnellate, per un  valore nominale complessivo a 4,1 miliardi: +333%.

“Questi numeri -  conclude Realacci - dimostrano che la domanda di Italia nel mondo è ampia. Per intercettarla l’Italia deve fare l’Italia: andare avanti nel cammino intrapreso verso la qualità e puntare sull'innovazione senza perdere la sua identità”. 

Al seguente link è possibile scaricare il dossier  ‘Accadde domani’ di Symbola e Coldiretti  http://www.symbola.net/html/article/accaddedomani



Ufficio stampa Symbola



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permalink | creato da team_realacci il 16/3/2016 alle 10:35 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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