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Il grave ritardo dell'Agenzia delle Entrate rischia di vanificare l'ecobonus per i condomini

Roma, 11 marzo 2016

Si attendono ancora le norme attuative sulla cessione del credito

 
“Il grave ritardo nella definizione delle modalità di accesso all’ecobonus per i condomini, da parte della Agenzia delle Entrate, rischia di vanificare questa misura e di far perdere al Paese una importante opportunità. L’efficienza energetica è una politica strategica sia per l’ambiente che per l’economia, da infatti un contributo importante alla riduzione delle emissioni climalteranti, porta risparmi rilevanti sui consumi energetici e sulle bollette e rilancia l’edilizia in chiave green. Aiutando l’Italia ad andare nella direzione indicata anche dalla Cop21 di Parigi. Nel solo 2014 il credito di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ha prodotto 28,5 miliardi di investimenti e 425mila posti di lavoro fra diretti e indotto. Anche per questi motivi la Legge di Stabilità  ha prorogato a tutto il 2016 l’ecobonus ampliando la platea dei fruitori anche ai condomini. Per sanare questo ritardo ho presentato una interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze sottoscritta anche dai colleghi Antonio Misiani e Chiara Braga”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, depositando una interrogazione sui ritardi nell’attuazione dell’ecobonus per i condomini.

“Per facilitare gli interventi di riqualificazione dei condomini – spiega Realacci -  è stata infatti prevista anche la possibilità da parte dei condomini di cedere il credito con il fisco all’impresa che realizza il lavoro, in cambio di un abbattimento del costo dell'intervento. Per rendere operativa questa misura è però necessario un provvedimento con le modalità di attuazione che l’Agenzie della Entrate avrebbe dovuto emanare entro febbraio e di cui siamo ancora in attesa. Come denunciato con preoccupazione da Legambiente e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Considerando che le detrazioni scadono il 31 dicembre, questo grave ritardo rischia di rendere vana la misura. Ho quindi chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze di sollecitare l’Agenzia delle Entrate ad emanare celermente la sopraccitata circolare”.


Ufficio stampa On. Realacci


Di seguito il testo dell'interrogazione


Interrogazione scritta

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze


Per sapere premesso che:

con la Legge n. 208 del 28 dicembre 2015, “Legge di Stabilità 2016” è stata prorogata, fino al 31 dicembre 2016, la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico degli edifici;

la detrazione comunemente conosciuta come “ecobonus”, al 65% per le spese sostenute fino a fine 2016, è riconosciuta se le spese sono state sostenute per:

·         la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;

·         il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi);

·         l'installazione di pannelli solari;

·         la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;

in particolare, la Legge di stabilità 2016 ha previsto, all’art. 1 comma 74, che per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, i soggetti di cui all'art. 11, comma 2, e all'art. 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a), del TUIR, in luogo della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi;

le modalità di attuazione della cessione del credito sono demandate ad un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2016;

l'emanazione del provvedimento di cui sopra è stata recentemente sollecitata da Legambiente e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, 

il ritardo nei tempi di emanazione, da parte della Agenzia delle Entrate, del provvedimento attuativo della cessione del credito rischia di rendere vano l’intento del Legislatore: ovvero quello di superare le difficoltà di accesso dei contribuenti incapienti agli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica dei condomini, attraverso la possibilità di cedere il relativo credito fiscale ai fornitori che hanno effettuato l’intervento che, anticipando le risorse necessarie, possono così innescare un processo virtuoso di rigenerazione del patrimonio edilizio italiano. Un processo quanto mai necessario oggi per ridurre lo smog che avvolge le nostre città e rispettare gli impegni assunti sul clima dal nostro Paese alla COP21 di Parigi;


dagli ultimi dati disponibili sui bonus per ristrutturazioni e risparmio energetico si rileva che hanno prodotto 28,5 miliardi di euro di investimenti e 425 mila posti di lavoro fra diretti e indotto. Dal 1998 al 2015 questi incentivi hanno interessato oltre 12,5 milioni di interventi e milioni di famiglie. E’ evidente come i bonus energetici per la casa abbiano rappresentato una straordinaria misura anticiclica, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e facendo emergere il “sommerso”;

se quanto espresso in premessa corrisponda al vero;

se il Ministro dell’Economia e delle Finanze, per quanto di competenza, voglia sollecitare l’Agenzia delle Entrate ad emanare celermente la sopraccitata circolare per definire le modalità di attuazione della cessione del credito per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni di edifici condominiali.

 

Roma, 10 marzo 2016  

Ermete Realacci 

Antonio Misiani

Chiara Braga


sfoglia febbraio        aprile
Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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