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Tav, lacunosa la risposta delle Infrastrutture sulla Brescia-Verona

Roma, 28 gennaio 2015


“La risposta del Ministero delle Infrastrutture al mio questione time sul completamento della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Venezia è stata molto lacunosa. Il ministero ha affrontato infatti solo le questioni legate a una parte del tracciato veneto ed è mancato un chiarimento sulle criticità della linea rispetto al territorio di Brescia, del Lugana e del Garda. Su questi punti sarà necessario avere ulteriori chiarimenti. Anche in questo senso si è impegnato il sottosegretario Del Basso De Caro. La Milano-Venezia è una linea ferroviaria da potenziare, ma va adeguata alle esigenze del territorio. Per il suo completamento, come chiedevo nella mia interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Borghi, Braga, Carra, Cominelli, Zardini e Lacquaniti, sarebbe auspicabile puntare sul quadruplicamento in affiancamento alla linea storica. Alternativa che consentirebbe di evitare gravi compromissioni dell’ambiente, rendendo al contempo il servizio più utile a territori di grande importanza e il progetto meno oneroso", lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del ministero delle Infrastrutture, oggi durante il question time in Commissione Ambiente alla Camera, alla sua interrogazione a risposta immediata sulla Tav Milano-Venezia. 
“Il tracciato ferroviario più accreditato per la tratta Brescia-Padova  – prosegue Realacci -   presenta infatti diverse criticità: un servizio passeggeri ridotto per la città di Brescia e addirittura nessuna fermata per il Garda, costi lievitati a 55 milioni di euro per chilometro e un alto impatto ambientale. Inoltre attraverserebbe con gravi compromissioni anche il territorio a sud del Lago di Garda, ossia uno dei maggiori distretti turistici italiani nonché area di produzione del rinomato marchio vinicolo Lugana. Secondo uno studio del Politecnico di Milano il progetto di cui si parla consumerà prezioso suolo fertile sottraendo circa 245 ettari di terreni alla produzione vitivinicola, con un rapporto costi-benefici negativo verso la nuova tratta ferroviaria. L'area gardesana del Lugana, infatti, con una produzione annua di 11,5 milioni di bottiglie di vino ha un prodotto interno lordo di 50 milioni di euro l'anno. I 9 chilometri della tratta Tav Brescia-Verona che dovrebbero attraversarla avrebbero benefici in termini di prodotto interno lordo generato di 2,94 milioni di euro l'anno”. 
“La stessa la Commissione Via del ministero dell’Ambiente – conclude Realacci - lo scorso 23 dicembre ha inviato al Cepav2 una corposa lettera con numerose prescrizioni e richieste di integrazione del progetto, tra cui una valutazione degli impatti progettuali sul sistema agricolo, una valutazione degli effetti cumulativi e l’analisi di progetti alternativi.  Anziché andare avanti su costose ipotesi nate molti anni fa e che non rispondono più alle esigenze del Paese, per rafforzare l’asse Milano-Venezia anche in vista dell’apertura del nuovo valico ferroviario del Brennero bisogna invece puntare sull’affiancamento dei binari dell’alta velocità alla linea attuale”. 


Ufficio stampa On. Realacci



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permalink | creato da team_realacci il 28/1/2015 alle 9:39 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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