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A rischio il servizio antinquinamento dei nostri mari

Roma, 9 gennaio 2015 



“C’è il pericolo che il ritardo nel bando per il rinnovo metta a rischio il servizio antinquinamento dei nostri mari. Un servizio essenziale per la salvaguardia del Mediterraneo. Oltre ad essere uno dei più importanti ecosistemi al mondo per la sua ricchezza di biodiversità, il Mare Nostrum è anche il più esteso mare chiuso del pianeta e proprio per questo è estremamente vulnerabile ed ha bisogno di particolare tutela per arginare tutti i rischi e i possibili fenomeni di inquinamento marino e danno ambientale. I principali pericoli di inquinamento per il nostro mare derivano dalla pressione antropica e dalla navigazione, soprattutto quella legata al trasporto marittimo di greggio e industriale. Rischi connessi sia agli incidenti marittimi, con conseguente sversamento in mare di grandi carichi di prodotti petroliferi, di altri prodotti inquinanti, o di carburante, sia ad attività connesse alla navigazione, come lo scarico in mare delle acque di sentina, o la pratica illecita del lavaggio in mare delle cisterne delle petroliere. Per avere idea della dimensione del fenomeno basti considerare che, secondo un recente dossier di Legambiente, ogni anno viaggiano nel Mare Nostrum circa 360 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi e sono ben 162.600 le tonnellate di idrocarburi finite nelle acque italiane negli ultimi 30 anni. Per tutelare i nostri mari, il ministero dell'Ambiente ha attivato un servizio antinquinamento che prevede l'impiego di unità navali specializzate in caso di incidenti. L’affidamento di questo servizio è però in scadenza a fine maggio ed è quindi urgente l'emanazione del bando di gara per rinnovarlo. Per procedere al bando sarebbe tutto pronto e mancherebbe solo l'autorizzazione della Ragioneria dello Stato per il relativo impegno di spesa pluriennale, autorizzazione già richiesta dal ministero dell'Ambiente. Per sollecitare una rapida emanazione del nuovo bando ho presentato una interrogazione al ministro dell’Economia, chiedendo se intenda attivarsi con la massima urgenza presso la Ragioneria dello Stato, evitando così che alla scadenza dell'affidamento in corso il servizio antinquinamento marino venga sospeso con rischi evidenti per lo stato di salute del mare”. Questo quanto afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, dando notizia della sua interrogazione n. 4-07349 in tema di prevenzione al contrasto degli inquinamenti marini.


Di seguito il testo dell'interrogazione




Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-07349 
presentato da REALACCI Ermete testo di Venerdì 19 dicembre 2014, seduta n. 353 

 — Al Ministro dell'economia e delle finanze.

— Per sapere – premesso che: il mar Mediterraneo, il più esteso mare chiuso del pianeta, ha una superficie di circa 2,5 milioni di chilometri quadrati (0,7 per cento delle acque del globo); sul suo specchio si affacciano oltre 20 Stati, con circa 400 milioni di abitanti di cui più di 130 milioni vivono nelle zone costiere; questa intensa antropizzazione determina un forte impatto ambientale sulle acque e sull'ecosistema; in particolare, affluisce nel Mediterraneo una quantità ingentissima di liquami civili, idrocarburi e reflui industriali. Tra i fattori di pressione, uno dei più rilevanti attiene al trasporto marittimo di petrolio greggio e dei prodotti della raffinazione, sia per l'elevato numero di incidenti verificatisi, con conseguente versamento in mare di grandi carichi di prodotti petroliferi, sia per attività ordinarie connesse alla navigazione soprattutto industriale (scarico in mare delle acque di sentina, lavaggio delle cisterne delle petroliere); è del tutto evidente che il Mediterraneo rappresenta, quindi, un'area che necessita di particolare tutela per arginare i fenomeni di inquinamento e di danno ambientale; proprio per tutelare il nostro mare, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha attivato un servizio antinquinamento finalizzato alla prevenzione e al contrasto degli inquinamenti marini lungo tutti i circa 7.500 chilometri di costa italiana, mediante l'impiego di unità navali specializzate. Questo sistema di tutela e prevenzione nazionale è stato istituito in attuazione della normativa nazionale e in ottemperanza a quanto previsto dalle convenzioni internazionali, cui l'Italia ha aderito, in materia di lotta agli inquinamenti marini da idrocarburi e da sostanze tossico-nocive in genere; l'affidamento del suddetto servizio, previsto dalla legge n. 979 del 1982, è in scadenza nei prossimi mesi, ed è per questo quanto mai urgente l'emanazione del bando di gara comunitario atto a rinnovarlo; ad oggi, risulterebbe all'interrogante, per procedere all'indizione del bando comunitario manca solo l'autorizzazione per l'impegno di spesa pluriennale, già richiesta dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da parte della Ragioneria dello Stato; è importante sottolineare che i fondi, in attesa del nulla osta della Ragioneria, sono già allocati sul capitolo 1644 «PG 01 U.d.V. 1.10 — interventi anni 2015/2016/2017» di pertinenza del Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare –: se il Ministro interrogato sia conoscenza dei fatti sopraesposti; se intenda attivarsi con la massima urgenza, presso la Ragioneria dello Stato, per impedire che alla scadenza dell'affidamento in corso del servizio antinquinamento in mare finalizzato alla prevenzione e al contrasto degli inquinamenti marini, detto servizio venga sospeso con rischi evidenti e pesanti per lo stato di salute del mare. (4-07349)


Ufficio stampa On. Realacci



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permalink | creato da team_realacci il 9/1/2015 alle 12:6 | Versione per la stampa | 0 commenti
sfoglia dicembre        febbraio
Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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