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Difendere il made in Italy agroalimentare per affrontare la crisi

Roma, 5 settembre 2014


“C’è ancora molto da fare per salvaguardare il made in Italy agroalimentare come dimostra l’approfondita la risposta del Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, all’interrogazione da me presentata sulla tutela dell’importante filiera italiana della suinicoltura e a quelle analoghe dei colleghi Mongiello e Cova del Pd e della collega Terzoni del M5S. Il fatto che l’argomento sia stato oggetto di diverse interrogazioni testimonia la sensibilità che ormai esiste sulla materia tra i cittadini e nelle organizzazioni agricole, a partire dalla Coldiretti. È emerso con chiarezza anche dall’articolata risposta del Viceministro che, nonostante i passi avanti fatti, rimane una evidente inadeguatezza delle normative europee a tutela dei prodotti trasformati. Inadeguatezza su cui è necessario attivarsi rapidamente. In tal senso un punto di riferimento può arrivare dalla legge per la tutela dell’olio extravergine italiano approvata a partire da un’iniziativa mia e della collega Mongiello, che attualmente è relatrice anche della legge per la valorizzazione dei prodotti alimentari a chilometro zero di cui sono primo firmatario. E’ importante che il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali chiuda rapidamente la consultazione pubblica prevista dal Dl 91, recentemente convertito in legge, sulla tutela dei prodotti agricoli e alimentari italiani per attivare adeguate misure in difesa dell’agroalimentare made in Italy. La scommessa sulla qualità, più che sulla quantità, sui nostri talenti e sui nostri prodotti tipici e legati ai territori è la via per dare ulteriore impulso all’agroalimentare tricolore e, più in generale, per rilanciare la nostra economia. Una linea che in agricoltura sta già pagando, come dimostrano le nostre ottime performance nel settore: lo scorso anno il nostro export agroalimentare ha fatto segnare un +6% sul precedente, raggiungendo i 33 miliardi di euro. Non a caso con 263 tra Dop e Igp l’Italia è leader in Europa per numero di prodotti registrati. E che funziona anche per il resto del made in Italy. La percezione della qualità italiana è peraltro alla base dello scandalo dell’italian sounding: 60 miliardi di euro di prodotti commercializzati nel mondo con nome italiano, ma che non hanno mai visto l’Italia neanche in cartolina”,  lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del Vicemistro Olivero oggi in Aula alla Camera alla sua interrogazione a tutela della suinicoltura italiana.

 

Ufficio stampa On. Realacci

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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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