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D’accordo con D’Angelis: contro il dissesto bisogna cambiare rotta e investire in prevenzione. Gia’ dal dl Sblocca Italia

Roma, 23 luglio 
 

“Lo Sblocca Italia deve partire innanzitutto dalla messa in sicurezza del nostra fragile territorio, che può produrre occupazione in un settore in crisi come quello dell’edilizia oltre che una essenziale azione di prevenzione  del dissesto idrogeologico e quindi maggiore sicurezza per i cittadini. Basti ricordare che il costo dei danni legato ad alluvioni e frane dal dopoguerra a oggi è stimato da Cresme e Ance in 61,5 miliardi di euro. Una cifra che da la misura di quanto sia necessario un deciso cambio di rotta sulla via della prevenzione. Proprio in questo senso si è sempre mossa l’attività della VIII Commissione Ambiente della Camera, che lo scorso ottobre aveva approvato all’unanimità una risoluzione di cui sono primo firmatario che chiedeva  per la difesa del suolo almeno 500 milioni annui. Positiva dunque l’istituzione da parte della  Presidenza del Consiglio dei Ministri della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche coordinata da Erasmo D’Angelis e per la quale sono stati individuati nell’insieme 4 miliardi di euro. Proprio il coordinatore della struttura   Erasmo D’Angelis, che oggi è stato per la prima volta da quando ha assunto questo nuovo incarico in audizione in Parlamento di fronte alla Commissione Ambiente della Camera, ha sottolineato la volontà del Governo di cambiare passo e improntare le politiche sul dissesto non più alla logica dell’emergenza ma a quella della prevenzione. Dall’audizione è emerso un quadro molto dettagliato sul fronte degli interventi contro il dissesto idrogeologico, settore che potrà beneficiare di oltre 2,2 miliardi di fondi non spesi, mentre sul fronte della depurazione le verifiche sono ancora in corso ma solo per la Sicilia è emerso che ci sono oltre un miliardo di euro non spesi. Oltre ai fondi reperiti per la Struttura di missione sarà fondamentale usare al meglio le risorse che si possono reperire dai fondi del Quadro comunitario di sostegno per gli anni 2014/2020, che mobiliteranno risorse per oltre 100 miliardi di euro e prevede che almeno il 20% di tali risorse sia destinato ad azioni di mitigazione e adattamento ai mutamenti climatici volte anche a contenere gli aumentati rischi di dissesto idrogeologico derivanti proprio dal cambiamento climatico in atto”, lo dichiara Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera, commentando l’audizione del coordinatore della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, Erasmo D’Angelis, oggi in VIII Commissione Ambiente alla Camera. 


Ufficio stampa On. Realacci


 



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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