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Rapporto Ispra conferma l’urgenza di fermare il consumo di suolo in Italia

Roma, 26 marzo 2014

 

“A differenza di quanto si poteva pensare in passato oggi la battaglia contro il consumo di territorio, resa indispensabile anche dalla necessità di contenere i rischi connessi ai mutamenti climatici in atto, è la base per rilanciare una nuova edilizia che punti sulla qualità, sul risparmio energetico, sulla sicurezza antisismica, sul recupero del patrimonio esistente. Le leggi in discussione alla Camera sul contenimento del consumo di suolo - che secondo l’Ispra continua a viaggiare all’intollerabile ritmo di 8 metri quadri al secondo - e le varie misure dovute anche a normative europee volte a favorire il risparmio energetico e la sicurezza antisismica in edilizia sono una parte importante della nostra green economy. Rappresentano un’economia legata alla manutenzione del territorio, alla riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, capace di rendere più forte la risposta alla crisi. Già oggi in Italia quasi il 70% degli investimenti del settore riguarda il recupero e la manutenzione dell’esistente. Non a caso gli incentivi per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica in edilizia sono  la misura di gran lunga più importante messa in capo nel 2013 per l’occupazione: hanno prodotto 19 miliardi di investimenti, garantendo oltre 280mila posti di lavoro, tra diretti e indotto” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, a margine della presentazione del rapporto Ispra ‘Il consumo di suolo in Italia’.

“La strada che parte dall’efficienza, dalla tutela dell’ambiente e dalla qualità urbana – prosegue Realacci -  produce non solo una consistente riduzione delle emissioni, risparmi per gli italiani e anche per le casse dello Stato, ma anche buona economia. I consumi termici ed elettrici delle case secondo il Cresme valgono oltre 45 miliardi di euro l’anno: più di dieci volte la manovra dell’Imu. Abbatterli può portare alle famiglie un risparmio ben maggiore. Basti ricordare che nel 2012 gli italiani hanno pagato in media sulla prima casa 235 euro di Imu, mentre tra una casa costruita bene e una casa costruita male passano 1.500 euro di bolletta energetica. Idem dicasi per gli edifici pubblici: secondo il Consip la spesa energetica per uffici, scuole e ospedali è maggiore di 5 miliardi di euro annui.  Investendo in efficienza energetica si può ridurre di un terzo questa cifra. Vanno proprio in questo senso le importanti proposte di Ordine degli Architetti, Cnappc, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Feneal-Uil avanzate oggi alla Casa dell’Architettura”.




Ufficio stampa On. Realacci

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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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